Scheletro nel Po, nominato il genetista
Stop all'ictus, ecco l'incontro pubblico. Domani, alle 21, al la Sala Teatro Comunale "Angelo Rossi" , in piazza Vittorio Emanuele II, tratterà dell'argomento il dottor Giuseppe Micieli, direttore di neurologia d'urgenza dell'istituto "Mondino" di Pavia. Il titolo dell'evento è "Stop all'ictus - Cos'è, come riconoscerlo, cosa fare, come prevenirlo". La campagna di informazione è promossa da Regione, Rotary International, Areu, 118. Si cercherà di spiegare cosa s'intende per ictus, una delle sindromi cardiovascolari purtroppo più frequenti. SPESSA PO E' Carlo Previderè il genetista che si occuperà di risolvere il giallo del Po. Il professionista, nominato dal sostituto procuratore Paolo Mazza, dovrà analizzare il profilo genetico di tre donne e compararlo con quello recuperato dallo scheletro trovato la vigilia di Natale sui sabbioni di Spessa Po. Dopo il ritrovamento dei resti, i carabinieri della stazione di Corteolona avevano effettuato una prima scrematura tra decine di casi di donne sparite negli ultimi anni. Ma solo tre presenterebbero caratteristiche tali da spingere per l'esame del Dna. Il primo caso è quello di Simona Bellagente, la donna di San Cipriano scomparsa il 30 gennaio del 2009. La comparazione genetica sarà eseguita anche per Lorena Lucini, l'impiegata scomparsa da San Martino nel mese di luglio del 1998, oltre 14 anni fa. L'ultima donna le cui caratteristiche potrebbero essere compatibili con lo scheletro trovato nel Po abitava in un piccolo paese tra le province di Asti e Cuneo. I parenti delle donne hanno fornito il consenso per sottoporsi al test, al quale è affidata la soluzione del mistero. Nei giorni scorsi era stata anche avanzata l'ipotesi che fossero i resti di una donna cinese scomparsa a Torino qualche anno fa. Un'ipotesi che ha perso consistenza in breve tempo: perché i parenti della cinese non avrebbero nemmeno sporto denuncia alle forze dell'ordine piemontesi. Lo scheletro, trovato da un ex calciatore che abita a Spessa, aveva ancora addosso una maglietta intima, un reggiseno e i resti di una Polo Benetton con ancora due bottoni attaccati. Uno è stato portato via dalla corrente dell'acqua del fiume. Piccoli indizi che non sono bastati a chiarire il giallo. Ora si spera nell'esame del Dna: i risultati dovrebbero essere resi noti nel giro di una decina di giorni. (m. fio.)