Gas, raddoppiano i contatori piombati
Sono state 1750 le richieste di rateizzazioni delle bollette del gas accettate da Linea Più nel corso del 2012: nel 2011 erano poco meno della metà, circa 850. Le richieste però sono molte di più, se si considera che per ottenerla occorre non lasciare scadere la bolletta e che tutte quelle presentate quando ormai è troppo tardi vengono scartate. «Se viene richiesta in anticipo, ovvero quando arriva la bolletta e prima della scadenza della stessa, la richiesta viene accettata senza alcuna limitazione – spiega Pier Ezio Ghezzi, direttore Generale di Linea Più – Se invece il cliente presenta la richiesta quando la bolletta è già scaduta non è possibile accedere al piano di rateizzazione». Le bollette che vengono rateizzate sono sopra i 500 euro e spesso riguardano i mesi invernali da ottobre a marzo, quando i consumi si impennano. Per evitare accumuli di cifre da capogiro l'azienda locale emette bollette ogni 45 giorni: «Stiamo lavorando a un progetto per l'emissione ogni 30 giorni nei mesi invernali – afferma Ghezzi – Inoltre abbiamo messo a disposizione lo strumento della rata costante calcolata sulla base dello storico dei consumi: si paga tutto l'anno una bolletta costante e si fa il conguaglio fine anno». di Anna Ghezzi wPAVIA Contatori piombati, niente più gas dai fornelli e termosifoni freddi. È capitato a 1600 famiglie nel 2012, i contatori staccati sono quasi raddoppiati rispetto al 2011 quando erano stati 850, già il 30 per cento in più del 2010. E uno su dieci decide di rimanere senza contatore del gas e si affida a stufe, bombole o elettricità. «La morosità tende ad aumentare – spiega il direttore generale di Linea Più Pier Ezio Ghezzi – ma abbiamo anche fatto un lavoro ampio di recupero crediti. In particolare anticipiampo i tempi della segnalazione della morosità per anticipare l'incancrenirsi di situazioni critiche. Se si aspettano tre bollette scadute e non pagate per mandare l'avviso di distacco si arriva a oltre 2mila euro di morosità nella maggior parte dei casi, se si interviene con la segnalazione e la richiesta di piombatura dopo una sola bolletta, la morosità da recuperare cala a circa 800 euro». Il punto è che l'aumento dei prezzi del gas coincide con una situazione di difficoltà di molte famiglie «medie» sempre più evidente per gli operatori sociali. Volti nuovi scivolati nel disagio, sconosciuti ai servizi sociali, che si vanno a sommare alle situazioni di povertà cronica e chi non paga perché non riesce a far quadrare i conti: solo il Comune di Pavia nel corso dell'ultimo anno ha erogato 1733 tra bonus per il pagamento della luce e per il gas. «Da due anni e mezzo – spiega Ghezzi – ci confrontiamo con una situazione in cui la crisi, il costo del gas che aumenta ma anche la cultura degli utenti è cambiata: in caso di difficoltà si decide di non pagare, prima non era così. Sul disagio sociale manteniamo aperto il dialogo coi Comuni e i servizi sociali». Se 1600 sono state le richieste di chiusura dei contatori, solo 1250 sono stati effettivamente chiusi: «Gli altri – spiegano gli operatori – erano in casa. Se il proprietario non fa entrare i tecnici, non si possono piombare. Ma spesso la situazione si risolve al secondo o terzo accesso». Se di 1600 contatori piombati quasi 1300 sono situati all'interno della città di Pavia, pare non ci siano concentrazioni anomale: la situazione è la stessa dal centro al Vallone, dalla Scala a Pavia Ovest. Ma se negli anni scorsi la preoccupazione maggiore era per i condomini, ora sono le utenze singole private a preoccupare: «Nel caso dei condomini – afferma Ghezzi – spesso riusciamo a gestire la situazione di morositàò di alcuni inquilini lasciando un margine di tempo all'amministratore». La morosità riferita al settore produttivo, ovvero alle aziende piccole e medie della provincia, è solo una minima parte del totale della morosità: su 2,2 milioni di euro di bollette non pagate del gas, 450mila si riferiscono alle aziende.