Ilva, è braccio di ferro con i giudici

TARANTO L'Ilva, nel giorno in cui entra in vigore la legge che la autorizza a produrre e a vendere i prodotti, chiede alla Procura di Taranto il dissequestro della merce che giace sulle banchine del porto (un milione e 800 mila tonnellate, valore commerciale un miliardo di euro), ma ottiene dai pm l'ennesimo no. Anzi la Procura, inviando la documentazione al gip Patrizia Todisco, chiede al giudice di sollevare la questione di legittimità costituzionale su quella legge. Sulla vicenda Ilva, l'anno nuovo si apre così come si era chiuso il 2012: con una battaglia giudiziaria dietro l'altra. La procura appare intenzionata ad aprire più fronti di contesa. Da fonti giudiziarie si apprende che i pm stanno preparando autonomamente un secondo ricorso alla Corte Costituzionale. Il primo, sul decreto legge 207 del 3 dicembre 2012 che autorizzava l'Ilva a produrre e commercializzare i prodotti «ivi compresi quelli realizzati antecedentemente alla data di entrata in vigore» dello stesso decreto, è all'esame dei giudici. Il secondo ricorso potrebbe partire ad horas: stesso destinatario, ma per oggetto la legge 231 del 24 dicembre 2012, nella quale è stato convertito, con alcune modifiche, il decreto legge 207.