Il giallo del Po, era una donna minuta

di Adriano Agatti wSPESSA PO E' lo scheletro di una donna di età intorno ai 40 anni. Una donna molto piccola e minuta, alta poco meno di un metro e quaranta. Sono i primi risultati dell'autopsia eseguita sui resti trovati sui Sabbioni di Spessa Po. Le radiografie al polso hanno escluso che si possa trattare di una ragazzina e quindi le indagini hanno preso tutt'altra direzione. I carabinieri della stazione di Corteolona si sono messi a spulciare tutte le denunce di scomparsa di donne di mezza età negli ultimi anni in tutta l'Italia del nord. Tra queste ci sono anche quelle di tre donne svanite nel nulla nella nostra provincia. Il giallo dello scheletro del Po, invece di avvicinarsi alla soluzione, si sta allontanando sempre di più. I resti trovati dal cane da caccia dall'ex calciatore del Milan, Enrico Lanzi, rischiano di restare senza nome. L'autopsia è stata eseguita ieri pomeriggio, all'istituto di medicina legale dell'Università di Pavia, dal dottor Maurizio Merlano. La prima ipotesi, dopo un sommario esame che era stato eseguito la vigilia di Natale in riva al Po, era quella di una ragazzina considerata l'altezza molto bassa. Gli accertamenti più approfonditi, eseguiti ieri, l'hanno smentita completamente. E' stata infatti effettuata una radiografia sul polso dei misteriosi resti e l'esame ha confermato che si dovrebbe trattare di una donna di età compresa tra i 40 e i 50 anni. L'esame avrebbe anche rivelato l'esistenza di un principio di artrosi che sarebbe totalmente incompatibile con le ossa di una ragazzina. Una donna, quindi, molto bassa di statura. Ma non solo. Anche di costituzione molto esile. Una donna di mezza età piccola e minuta. Questa è la «fotografia» dei misteriosi resti trovati a circa settecento metri dal ponte di Spessa Po. Per quanto riguarda la permanenza in acqua, il medico legale è stato invece molto vago. Sembra infatti impossibile stabilire il periodo perché si tratterebbe addirittura di diversi anni. Sui resti non sono stati trovati segni di violenza oppure di percosse per cui la causa del decesso potrebbe essere un suicidio oppure una disgrazia. Nel corso dell'esame sono stati presi in considerazione anche i resti dell'unico indumento trovato sullo scheletro: una maglietta intima bianca con una striscia di merletto nella parte superiore. I tecnici di medicina legale l'hanno ripulita completamente dalla sabbia che la ricopriva e si sono accorti che l'indumento è di marca Benetton. Una maglietta intima piuttosto giovanile che non è stata in grado di fornire altri indizi per risalire al nome della proprietaria. I misteriosi resti rimangono a disposizione a medicina legale dove potrebbero essere eseguiti dei prelievi per eseguire il test del Dna. Intanto i carabinieri sarebbero intenzionati a contattare i parenti di Simona Bellagente la donna di 41 anni della quale non si hanno più tracce dal 30 gennaio del 2009. Viveva con il figlio e con il marito in una villetta di San Cipriano Po a poche centinaia di metri dal fiume. E proprio in riva a Po era stata trovata una ciabatta azzurra della donna. I parenti avevano sporto denuncia di scomparsa e l'avevano cercata per mesi. Ma lei era stata inghiottita dal nulla. I militari mostreranno quella maglietta intima ai parenti nella speranza che venga riconosciuta. E se ci fosse incertezza sarà eseguito anche il test del Dna. I militari esamineranno anche altre denunce di donne scomparse in provincia come Lorena Lucini, della quale non si hanno più notizie da tredici anni e Concetta Carrozzino di Voghera. Un lavoro investigativo, diretto dal capitano Francesco Spera, che si annuncia molto complicato considerati gli scarsi elementi.