Biogas a Stradella, altro no Ma per Asl e Arpa va bene
Contro la centrale prevista nei terreni agricoli che si trovano alle spalle della Città del libro si sono schierati anche gli agricoltori. Coldiretti , Confagricoltura e Cia sono da semore critici. Per Luciano nieto, direttore di Unione agricoltori si andrebbe «a sottrarre all'agricoltura terreno coltivabile ». L'impianto prevede la produzione di energia elettrica e calore per una potenza installata pari a 999 kw. «Ok alla produzione di energia da fonti rinnovabili se collaterale all'agricoltura - la posizione di Giuseppe Ghezzi, presidente Coldiretti - No quando viene sottratto drasticamente terreno alle coltivazioni. Figuriamoci produrre mais per bruciarlo in un digestore. Non è nemmeno etico». Giovanni Daghetta (Cia) la pensa come i colleghi: «Forse era meglio dare un freno prima a questi impianti». STRADELLA Si è conclusa con un nuovo rinvio, al prossimo 9 gennaio, la settima Conferenza dei servizi, svoltasi mercoledì scorso, presso la sede provinciale di viale Taramelli, per esaminare la richiesta di autorizzazione per l'installazione di un impianto a biogas nel Comune di Stradella. Il progetto, presentato dalla società Scor Due lo scorso febbraio, prevede un impianto di 999 kw, su un terreno a destinazione agricola, di circa 400 ha, affittato alla tenuta Manzoni di San Cipriano Po (in territorio stradellino). Asl, Arpa, Vigili del Fuoco hanno già espresso il loro parere favorevole all'impianto, mentre l'unico no al tavolo della Conferenza è quello espresso dall'amministrazione comunale di Stradella. Anche le associazioni agricole e ambientali e la cittadinanza, con un'assemblea pubblica, si sono pronunciate per il no, ma queste prese di posizione sono ininfluenti per la decisione finale, che spetta, per legge, alla Provincia. «Finalmente alla settima seduta la società ha prodotto la documentazione che gli avevamo chiesto - afferma il vicesindaco Piergiorgio Maggi, che rappresentava l'amministrazione all'incontro - Ancora una volta, comunque, sono presenti evidenti anomalie tecniche relativi alla viabilità e alla sicurezza, come evidenziato nella relazione del Comandante Bellinzona». Le criticità sollevate riguardano principalmente l'impatto del traffico nella zona, nel progetto si parla di 2.530 veicoli annui per un totale di 44.359 tonnellate di materiale movimentato, e l'impatto acustico. Il Comune ha anche evidenziato un' ulteriore anomalia, segnalata da Gilberto Pacchiarotti del Wwf: la zona indicata per la realizzazione del progetto rientrerebbe nella fascia C del Pai (Piano di Assetto Idrogeologico), che una normativa regionale, il Drg 18 aprile 2012, individua come area non idonea per la costruzione di tali impianti. Il Presidente della Conferenza, invece, ha preferito inviare la nota in Regione per chiedere un parere circa l'interpretazione del Drg e ha rinviato a gennaio per una nuova riunione. «Una proroga ulteriore ed eccessiva a mio avviso. La Provincia e Scor Due hanno dichiarato che quella di gennaio sarà la seduta definitiva. E spero che in quel caso il progetto venga bocciato. Se non succederà, saremo noi questa volta a chiedere una proroga. Faremo quanto ci è possibile per fermare questo puano, utilizzato, come abbiamo sempre sostenuto, solo per fare business» conclude il vicesindaco. Oliviero Maggi