Alonso è fiducioso: «Siamo in testa per i nostri meriti»

di Filippo Ronchetti Ora che il vantaggio di 29 punti è svanito quasi del tutto, la Ferrari deve necessariamente cambiare il suo approccio nella corsa al titolo mondiale. Cambiare sì, ma senza creare confusione, come aveva dichiarato il direttore tecnico Pat Fry già nell'immediato dopo gara in Giappone: «Chiaramente non eravamo veloci come le Red Bull, mentre lo eravamo nei confronti delle McLaren, che a Singapore erano sembrate fuori portata. Non dobbiamo reagire emotivamente, ma restare calmi e concentrarci sullo sviluppo della macchina. È questo il miglior modo di reagire, già dalla prossima gara in Corea». E se Fernando Alonso, frustrato per essersi ritirato dopo trecento metri, a caldo dichiarava che «la macchina è la stessa da sei gare», Fry ha difeso l'operato del team: «Abbiamo portato alcuni aggiornamenti importanti nelle ultime gare e ce ne saranno altri nelle prossime. È vero che certe volte, come a Singapore, non tutti hanno funzionato bene, ma è altrettanto vero che questa cosa è capitata anche ad altri in questa stagione di alti e bassi». Ieri il leader del mondiale ha dato di nuovo la carica: «Sono certo che potremo giocarci le nostre carte fino in fondo. Si ricomincia da zero ma se sono ancora in testa è perché siamo stati capaci sia di migliorare la vettura in maniera importante rispetto all'inizio di campionato sia perché abbiamo sfruttato sempre al massimo quello che avevamo a disposizione. A noi non ha mai regalato niente nessuno, anzi Spa e Suzuka ci hanno privato di piazzamenti ampiamente alla nostra portata. Il miracolo che ci ha fatto arrivare sin qui in questa posizione non ha origine divina ma è il frutto del lavoro di tutti noi. La Formula 1 è uno sport di squadra: si vince e si perde tutti insieme» Che i valori in campo siano stati, specie nelle prime corse, di difficile lettura è un dato di fatto, ma con l'inizio dell'estate i top team si sono avvicendati al vertice: prima è stato Alonso, una volta introdotti i nuovi scarichi, a far brillare la Rossa, poi in Germania è arrivata la McLaren con una versione quasi B della sua MP4-27 e infine, tra Singapore e Suzuka, sono tornati al top la Red Bull e, soprattutto, Sebastian Vettel. I tre top team e la Lotus stanno lavorando per dare ciascuno ai propri piloti la macchina vincente. Domenica Vettel è diventato il primo pilota a vincere due gare consecutive nel 2012 e, appena tagliato il traguardo, molti hanno indicato nel nuovo Drs (ala mobile) la chiave del successo. Un dispositivo che, ha detto il team manager Christian Horner, è stato utilizzato anche a Singapore senza che venisse notato, e di cui ha minimizzato la portata: «Siamo migliorati in tutte le aree, è inutile cercare un dettaglio. Ad esempio in Giappone abbiamo fatto il pit stop più veloce, per cui è sbagliato dire che la nostra risalita in termini di performance dipende da qualche chilometro orario in più sui rettilinei». E ora che Alonso è in vista, Horner ha subito smarcato il suo team dal ruolo di favorito per il titolo iridato, annoverando tra i pretendenti anche Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen: «Mai dire mai, soprattutto quest'anno». Proprio la Lotus non vede l'ora di mettere in pista le sue promettenti novità aerodinamiche mentre la McLaren, con un Hamilton già in partenza (Mercedes) ma ancora in lotta per il titolo, attende la gara in Corea per verificare se la Red Bull è tornata davanti o se, semplicemente, era la pista di Suzuka a essere più congeniale alla RB8. In ogni caso, la McLaren pare più preoccupata di colmare il gap prestazionale dalla Red Bull che non quello in classifica da Alonso, come ha sintetizzato Martin Whitmarsh, amministratore delegato della McLarene: «Abbiamo avuto la monoposto più competitiva per alcune gare e ci troviamo nel mezzo di una corsa allo sviluppo. La Red Bull va forte, è questa la sfida che vogliamo raccogliere». E la Ferrari, in tutto questo, che fa? Se Fry dice che «in Corea ci saranno quattro piccoli aggiornamenti», forse conviene sperare nelle parole del rivale Christian Horner: «Credo che la Ferrari abbia grandi novità. Possiamo controllare solo quello che facciamo noi e tirare fuori il massimo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA