Voghera, Imu più cara per far quadrare i conti
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Aumentare o non aumentare l'Imu per turare la falla da quasi un milione di euro aperta nei conti comunali dalla Spending review? Il quesito arrovella da giorni Daniele Salerno, assessore vogherese alle Finanze che ha messo sotto lo staff degli uffici finanziari di piazzetta Battisti per trovare la quadratura del cerchio. Si tenta di riequilibrare il bilancio attraverso ulteriori tagli alle spese correnti e la verifica sul gettito fiscale dell'Imposta sugli immobili (da cui Palazzo Gounela attende di ricavare circa 8 milioni), nella speranza che sia superiore al previsto. Il ritocco all'insu delle aliquote Imu è tenuta come extrema ratio, qualora i correttivi accennati sopra non bastassero e comunque intervenendo solo su seconde abitazioni e altre categorie (terreni, fabbricati) risparmiando la prima casa ed evitando così un ulteriore controproducente prelievo nelle tasche dei contribuenti vogheresi. Interventi su addizionale Irpef e altre tasse locali (come la Tarsu) non sono invece possibili. Salerno farà il punto della situazione nella convention che la giunta Barbieri terrà lunedì alla Fondazione Adolescere (presenti anche i dirigenti comunali), a due anni dal primo briefing di Villa Meardi svoltosi subito dopo l'insediamento dell'amministrazione. Oltre ad affrontare i temi caldi (vedi tabella sotto il titolo), l'esecutivo cercherà di definire il piano di azione per la seconda metà della legislatura. Ma l'appuntamento cade proprio nel mezzo dell'emergenza finanziaria ed è logico pensare che si parlerà innanzitutto e soprattutto di quello. Se Voghera piange, Atene, nel senso degli altri comuni dell'Oltrepo occidentale, non ride affatto. Anzi. A Bressana Bottarone gli effetti negativi della nuova robusta sforbiciata ai trasferimenti statali si fanno sentire con 70 mila euro in meno in cassa. «E' sempre più difficile amministrare, fare previsioni, attuare i programmi e mantenere i servizi ai cittadini - sottolinea il sindaco Davide Rovati – Purtroppo di questo passo saremo costretti a operare tagli proprio sui servizi. Inoltre, dal 2013, le maglie si restringeranno ulteriormente. Infatti, da gennaio dovremo rispettare il Patto di stabilità». A Rivanazzano Terme il calcolo sull'Imu ha causato 132 mila euro in meno di trasferimenti che si andranno a sommare all'imminente scure della spending review. «Andando avanti cosi sarà sempre più difficile rispettare il Patto di stabilita – lamenta il sindaco Romano Ferrari - Siamo comunque convinti di farcela. Il nostro obiettivo è quello di portare avanti i nostri progetti. Non ci fermeremo davanti a queste problematiche. In questo contesto di crisi siamo riusciti a non aumentare le tasse mantenendo il welfare». A Pinarolo Po l'amministrazione comunale deve operare con un buco di 56 mila euro. «Diventerà difficile mantenere i servizi – avverte il sindaco Cinzia Gazzaniga – Questo momento critico non ci impedirà però di continuare a progettare per il paese. Nel frattempo cercheremo di ottimizzare i servizi rinunciando ad asfaltare qualche strada. Cercheremo quindi di reperire risorse attraverso bandi». A Robecco Pavese la diminuzione dei trasferimenti ammonta a 29 mila euro. «Prima degli ultimi tagli avevamo deciso di convenzionarci con altri comuni per risparmiare sui costi di alcuni servizi – spiega il sindaco Pier Luigi Bianchi – Ora cercheremo di risparmiare anche sull'ordinaria amministrazione senza compromettere i servizi primari. Certo sarà difficile reperire a metà anno, fondi fuori bilancio».A Retorbido il meno in cassaforte è invece di 17 mila euro. «Ci sforzeremo in tutti i modi di non aumentare l'Imu – assicura il sindaco Isabella Cebrelli - e di mantenere integri i servizi legati al sociale. Ma saremo costretti ad intervenire su altre voci di bilancio». (ha collaborato Mattia Tanzi)