Estorsione, preso mentre intasca i soldi
di Roberto Lodigiani wVOGHERA La trappola è scattata alla dieci di ieri mattina nel piazzale dell'Iper Montebello: quando M.S., imprenditore agricolo del Casteggiano, ha consegnato la busta con dentro mille euro in contanti a Jussef Ayad, 41enne di origini marocchine residente in via Balladore a Voghera, dal nulla sono sbucati i carabinieri (in borghese) che hanno immobilizzato il cittadino extracomunitario, arrestandolo in flagrante per il reato di estorsione. Si è conclusa così brillantemente l'operazione coordinata dal capitano Francesco Spera, comandante della compagnia di Stradella (presente personalmente al momento decisivo del blitz) e che ha visto impegnato personale della stazione di Montalto Pavese e del Nucleo radiomobile. Ayad, secondo la ricostruzione degli inquirenti, da giorni minacciava di inguaiare M.S., pretendendo denaro in cambio del silenzio: mille euro da consegnare subito e altri mille in una seconda tranche. Pretesto per il ricatto, l'infortunio occorso alla moglie, una ragazza russa la cui posizione è ora al vaglio degli investigatori (rischia l'incriminazione per concorso in estorsione e favoreggiamento). «E' accaduto nella tua azienda, mentre lei era abusiva sul lavoro, se non paghi ti denuncio»: questa, grosso modo, la minaccia rivolta a M.S. «In realtà – spiega l'avvocato Luca Angeleri, legale di fiducia dell'imprenditore casteggiano, che plaude alla professionalità e tempestività dimostrate dall'Arma – la donna si era fatta male banalmente camminando per strada davanti all'abitazione di una vicina di casa del mio cliente». M.S. e il 41enne marocchino si conoscono da tempo, Ayad ha lavorato, saltuariamente, più volte, per lui. Alla fine di agosto si rifà vivo. Si presenta in azienda con due giovani, entrambe russe, una delle quali è la moglie. «Cercano lavoro, può aiutarle?». L'imprenditore gli risponde chiedendogli di portare le carte per metterle in regola. Richiesta reiterata inutilmente ai successivi contatti. Finchè una sera, M.S. sente un'ambulanza fermarsi di fronte all'abitazione di una vicina. La donna poi gli dice che l'aveva chiamata dopo che una ragazza aveva suonato al campanello raccontando di essersi fatta male mentre camminava. Sul momento M.S. non dà peso all'episodio. Ma l'indomani, Ayad lo contatta tramite un operaio, dipendente dell'azienda agricola (estraneo al ricatto), tirando fuori la storia dell'infortunio sul lavoro, e in più il fatto che l'amica della moglie è clandestina. «C'è anche il referto del pronto soccorso a dimostrare l'incidente: se fai il furbo e non mi dai i soldi, ti rovino». M.S. contatta immediatamente l'avvocato Angeleri, che gli consiglia di prendere tempo e di fingere di stare al gioco. Almeno fino a lunedì quando, di fronte alle insistenze di Ayad, l'imprenditore e il suo legale si rivolgono ai carabinieri di Montalto. I militari convocano in caserma la vicina e l'operaio, che confermano la versione di M.S. Quindi preparano il tranello, d'intesa con lui. Le banconote da consegnare all'estortore vengono fotocopiate. Tutto è ormai pronto per la mossa finale. Ieri mattina, Ayad si presenta all'appuntamento con M.S. nel piazzale dell'Iper senza sospettare nulla. L'intera scena si svolge sotto gli occhi dei carabinieri, che intervengono fulmineamente subito dopo la consegna del denaro (poi recuperato). Per il 41enne si spalancano le porte del carcere, nei prossimi giorni l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice. ©RIPRODUZIONE RISERVATA