Garlasco, disabile chiede posto auto
Operai al lavoro ieri mattina a Garlasco, per riparare un tombino all'incrocio tra corso Cavour e via Roma (nella foto). Il traffico di automobili e mezzi pesanti infatti aveva fatto cedere la pavimentazione intorno al chiusuno. «La situazione è peggiorata dopo che hanno deviato i pullman in largo Primo Maggio – spiegano i residenti della zona – perché i bus che tornano verso Pavia passano proprio sopra quel tombino, e hanno peggiorato la situazione». A rischiare erano soprattutto i ciclisti, che dovevano stare attenti a evitare la buca al centro della carreggiata. «Sono già intervenuti diverse volte per sistemare quel chiusino», spiega sempre chi vive nei dintorni. Ieri mattina gli operai hanno riparato la buca, e sistemato la pavimentazione. di Gabriele Conta wGARLASCO Un posto auto e uno scivolo per la sedia a rotelle. E' quello che chiede Nerino Rossi, disabile al cento per cento che vive nelle case popolari di via Tramia, a Garlasco. «Nel 2001 ho avuto un grave incidente stradale – racconta il 53enne –. Da allora vivo su una carrozzina, e posso muovere soltanto le mani e la testa, assistito 24 ore su 24 da un badante». Molto spesso, a causa delle sue condizioni fisiche, Rossi deve andare all'ospedale, o a fare fisioterapia, o dal medico. «Senza un posto auto riservato l'ambulanza è costretta a fermarsi al centro del cortile, molto distante dalla casa», spiega sua sorella Maria Teresa. Nerino Rossi mostra il certificato timbrato pochi giorni fa dall'ufficio di polizia locale di Garlasco, in cui chiede ancora una volta che gli venga concesso un posto auto. «Qualche tempo fa infatti l'avevamo momentaneamente concesso a dei vicini – aggiunge ancora la sorella –. Tra noi c'era un semplice accordo verbale, ma ora continuano a usarlo loro». Eppure, sostiene sempre Maria Teresa Rossi, quel posto auto gli spetta di diritto. «Era di mia madre – dice la donna – e poi è passato a noi insieme all'abitazione dove ora vive mio fratello». Fino al 2001 Rossi aveva lavorato nell'edilizia, ma dopo l'incidente è stato costretto a smettere. «Ho avuto un incidente il giorno della festa della Bozzola», racconta. Il 14 aprile 2001 infatti Rossi era uscito di strada con la sua Peugeut 205 sulla provinciale per Dorno, procurandosi la frattura della terza, quarta e quinta vertebra. Ricoverato in Rianimazione II a Pavia, era stato sottoposto a intervento chirurgico per ridurre le fratture, che però avevano provocato la fuoruscita del midollo.