«Mostreremo il meglio del nostro territorio»
di Donatella Zorzetto wPAVIA I "gioielli" che la provincia di Pavia nel prossimo fine settimana metterà in mostra sono tanti. Per la "Giornata di primavera" del Fai, il 24 e 25 marzo, si potranno visitare monumenti, palazzi, scorci paesaggistici mozzafiato, bellezze naturali o costruite dall'uomo, che nella maggior parte dei casi sono vere e proprie scoperte per chi le vede. Fonte di scoperta sono anche Pavia, o la Lomellina e l'Oltrepo, dove la capo delegazione pavese Lisa Galmozzi ha in programma numerose sorprese. La potremmo definire un'edizione speciale della "Giornata di primavera"? «E' un'edizione di compleanno del Fai. Anche il presidente della Repubblica ci darà un aiuto concreto: gli interessati ci possono inviare domande sulla salvaguardia e la tutela dei beni ambientali e lui risponderà a quelle più significative. Quindi abbiamo uno sponsor illustre. E poi la "Giornata di primavera" nel tempo è diventata sempre più importante. Ci siamo specializzati». In che senso? «Riusciamo a mostrare sempre di più. Teniamo conto che le delegazioni in Italia sono 120. E nella nostra provincia ne è appena nata una: la delegazione dell'Oltrepo». Quale offerta di cultura garantisce la provincia? «Pavia è satura, abbiamo aperto al pubblico quasi tutto. Tant'è che siamo tornati a proporre la visita a San Felice. Sabato e domenica mostreremo una chicca: il salone "Egizio" di Casa Giorgi, mentre a Palazzo Botta Adorno riusciremo a proporre solo la "stanza di Napoleone" perchè il resto degli affreschi è ancora da recuperare. Speriamo di stimolare nuovi interventi, com'è accaduto per Palazzo Vistarino: dopo la nostra apertura si è riusciti a ottenere i fondi per il restauro. Oppure a Lomello: in questo caso abbiamo dato un incentivo alla costituzione di un gruppo di guida sul posto». Quanti sono i vostri iscritti in provincia di Pavia? «Ora 1.200, nel '98 eravamo 250». Quest'anno la "Giornata di primavera" propone una novità assoluta sul territorio... «Si tratta di Robbio. Apriremo parecchi monumenti: quattro chiese e l'Oasi Valpometto, che non è nel pieno del fulgore, ma che le guide mostreranno con entusiasmo conducendo i visitatori tra le piante autoctone». E nelle vicinanze si potrà visitare la Chiusa di Palestro... «Certamente. La conoscono in pochi ed è uno spettacolo incredibile. Verrà aperta dagli operatori dell'Est Sesia, che faranno da guida a questo percorso: si potrà ammirare dalla spiaggetta la traversa sul fiume Sesia con l'acqua a cascata. Saranno aperte anche le casette che contengono i reperti dell'attività della chiusa». E poi ci saranno Torrazza Coste e Voghera «Nel primo caso si potrà vedere il centro vinicolo, nel secondo Palazzo Gallini, che avevamo aperto in passato quando non era ancora ristrutturato. Le sale saranno allestite con i quadri della Fondazione Gallini». Le vostre iniziative hanno un buon riscontro? «Sembra strano, ma le persone hanno bisogno di cultura, di ammirare cose belle. Possiamo contare sempre su una grande affluenza di pubblico: in alcuni casi siamo arrivati sino a 3mila visitatori. E c'è una grande richiesta di iscrizione al Fai perchè si ritiene che possa dare un contributo alla rinascita culturale in Italia». Come spiega questa voglia di cultura? «Forse è legata anche ai tempi un po' difficili che viviamo dal punto di vista economico. L'Italia è una fucina di cultura: lo è stata in passato e si spera che lo sia in futuro. Sono nati anche gruppi giovani del Fai. Cosa vorreste mostrare ancora in provincia? «In Lomellina le cascine storiche e i castelletti di proprietà dei privati. Per quanto riguarda Pavia concordiamo con Lodola sulla necessità che si punti sul rilancio, ad esempio sul recupero della bruttura dell'Idroscalo e sulla sistemazione delle strade centrali. In Oltrepo, invece, vorremmo mostrare il castello di Montalto Pavese, chiuso da molto tempo. Per questo siamo in trattative con l'erede. Ma ci sono anche il borgo abbandonato di Oberga a Calvignano e Montebello della Battaglia. Infine, sempre per l'Oltrepo, abbiamo in previsione una visita guidata a Torricella Verzate dallo scultore Sergio Alberti, che ha ristrutturato il Sacro monte».