«Città del libro, subito incontro sulle paghe»

di Linda Lucini wSTRADELLA Volevano riunirsi nei locali della Città del libro di Stradella dove lavorano, invece sono stati negati loro i locali. Così i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil si sono ritrovati in una sala del Comune di San Cipriano Po. Presenti solo una quindicina di lavoratori: «Troppe pressioni per scoraggiare la partecipazione così sono usciti in pochi – spiega Marco Magnani (fit Cisl) – I responsabili delle cooperative andavano in giro a chiedere chi partecipava o meno all'assemblea. Un segnale preoccupante del clima che si respira. Le cose alle cooperative che lavorano per la Città del libro non funzionano. Non c'è una corretta applicazione dell'orario di lavoro, le paghe sono differenti da quelle previste. E poi vengono lasciati a casa per giorni alcuni lavoratori-soci mentre si fanno lavorare anche undici ore di fila gli altri». Alla Città del libro, che si occupa di cellophanatura e stoccaggio dei libri da distribuire poi ai alle rivendite, i lavoratori oscillano tra i 150 e le 200 unità. In funzione dell'andamento degli ordini restano a casa senza ammortizzatori decine di addetti. Pause forzate di quattro, cinque giorni, una settimana, per poi ripartire magari con un'altra cooperativa ancora. I problemi erano già stati posti in un precedente incontro con Premium Net, il consorzio che dà lavoro alle cooperative. Ma dalla fine di febbraio ad oggi, nonostante l'impegno preso da Premium Net, non è stato organizzato nè un incontro con le cooperative e nè è stato fornito l'elenco delle coop ai sindacati. «Non sappiamo con esattezza quante sono – dice ancora Magnani – E poi si sciolgono e si ricreano con un nuovo nome. Direttamente le coop non sono più di 5, ma vanno conteggiate quelle di appoggio che risultano reclutate quando ci sono i picchi di commesse da gestire». «In tutto le coop dovrebbero essere una decina – aggiunge Sergio Antonini (Filt Cgil) – ma è un mondo molto in movimento nel quale abbiamo registrato anche casi di mancato pagamento dei contributi. Non solo: ci sono differenze contributive rispetto al contratto trasporto merci-logistiche. Alcune paghe orarie sono ferme al 2010, come se non fossero mai stati applicati gli aumenti contrattuali. Il problema più grosso resta quello dei lavoratori che vengono spesso lasciati a casa senza neppure sapere quando torneranno al lavoro. Solo quando noi chiediamo spiegazioni ufficiali, queste persone vengono richiamate in servizio». I sindacati ora chiedono un incontro urgente con Ceva Logistic: «E' il committente e visto che affida il lavoro è obbligata anche a vigiliare sul trattamento dei lavoratori». Se l'incontro non arriverà, avvertono i sindacati, scatteranno volantinaggi e agitazioni.