Stradella, raccolta firme in treno «Ridateci carrozze a due piani»

di Simona Bombonato w STRADELLA Dieci viaggi al freddo (il freddo delle sette del mattino), cinque al buio, 36 minuti complessivi di ritardo senza contare di quando, il 27 dicembre scorso, la partenza delle 6.48 è stata soppressa dopo la segnalazione ai viaggiatori di 40 minuti di ritardo. Se il bilancio dei disservizi nel mese di dicembre parla chiaro, i pendolari per Milano tornano a rivendicare condizioni di viaggio degne del prezzo del biglietto. Lo fanno con un'istanza di intervento urgente inviata alla Regione Lombardia e Trenord, istanza alla quale allegheranno presto anche l'elenco di chi non ne può più. Nomi e cognomi che il Coordinamento provinciale dei pendolari pavesi in collaborazione con il Comitato di Stradella stanno raccogliendo in stazione e in carrozza. Perchè la linea Stradella-Pavia-Milano, la direttrice regionale 22, sta mettendo a dura prova chi, lavorando a Milano, si trova a dipendere dai treni in fascia di punta: il 20256 Stradella-Milano delle 6.48 circa e il 20277 Milano Rogoredo-Stradella delle 18.05. La situazione sarebbe peggiorata proprio dal giorno in cui sono entrati in vigore i nuovi orari di adeguamento alla S13, cioè dal 12 dicembre scorso. Da qui la raccolta firme e l'ennesimo appello a chi di dovere con tanto di sollecito alle amministrazioni locali affinchè si mobilitino a loro volta. «La prima richiesta è quella di tornare al convoglio a doppio piano sulla linea Voghera-Pavia-Milano Centrale che da Stradella prendiamo a Bressana alle 7.51 – spiega la portavoce dei pendolari stradellini, Simona Vercesi – Adesso viaggiamo stipati in sei carrozze che fino a quindici giorni fa erano a due piani. Il punto è quindi che gli utenti sono gli stessi, mentre i posti a sedere sono stati ridotti della metà, con l'effetto carro bestiame che ben conosciamo». In carrozza si viaggia come sardine anche al rientro. Perchè per chi esce dall'ufficio alle cinque il treno delle 18.05 per Stradella (fermate a Cava, Bressana Bottarone, Bressana Argine, Pinarolo Po, Broni) è l'unico rimasto nella fascia critica tra le 17.10 e le 18.05. Così da metà dicembre. «Lo stato di sovraffollamento quotidiano è divenuto intollerabile ed è comprovato dai monitoraggi all'utenza», si legge nel documento inviato a Regione Lombardia. Quanto al diretto del mattino (6.48), un giorno ogni due i problemi si chiamano ritardi e riscaldamento guasto per almeno due vagoni su una media di sei. Il mese scorso è successo dieci volte su circa venti giorni di lavoro. Passano in secondo piano persino le carrozze al buio, disagio che comunque si è presentato cinque volte il mese scorso. Dal Comune di Stradella arriva la disponibilità a sostenere la protesta: «E' fuori discussione – dice il sindaco Pierangelo Lombardi – Mi auguro solo che non sia l'ennesima battaglia (legittima) contro i mulini a vento».