Signori contrattacca «Mai intercettato, contesto la radiazione»

BOLOGNA Radiato in secondo grado, Beppe Signori non si arrende. È pronto al ricorso al Coni e contrattacca: All'inizio si parlava di centinaia di partite, poi solo di una, presunta. Facile menzionare nomi famosi, come il mio e quello di Doni: così si scaricano le responsabilità. Il 43enne di Alzano Lombardo, al centro dello scandalo del calcioscommesse, ribadisce di sentirsi vittima di accanimento. Anche se poi non accusa nessuno: Sarebbe troppo facile e non è nel mio carattere, ma vorrei capire il metodo della Procura: ha letto le intercettazioni? Come può essere radiato uno che non ha nessuna telefonata quando tra i condannati c'è chi ne ha fatte 300? Per elaborare la strategia difensiva Signori e il suo pool hanno comprato, a circa diecimila euro, le conversazioni. Signori dice di non essere il capo dei capi. Per quella che considera una maldestra interpretazione delle registrazioni, la difesa sporgerà querela contro ignoti. Mentre si dice anche pronto a pagare per la puntata su Benevento-Pisa, fatta perché convinto di non essere tesserato, non accetta le accuse più gravi: associazione per delinquere e illecito sportivo. Se al Coni verrà confermato di più della scommessa legale che ho fatto – promette – andrò a riconsegnare la tessera.