Omicidio colposo Indagati due bagnini e la madre

PAVIA Per ora l'accusa è di omicidio colposo. L'inchiesta per la morte del piccolo Davide Ruben Montervino, avvenuta martedì scorso in piscina a Lacchiarella , ha fatto scattare tre avvisi di garanzia: due riguardano i bagnini che erano in servizio in quel momento, il terzo è indirizzato alla madre Monica Carulli, responsabile della vigilanza del piccolo in piscina. Procedementi formali, però. Necessari per rendere validi provvedimenti decisivi e urgenti, come l'autopsia, ma non veri e propri atti di accusa, visto che il magistrato Roberto Valli che conduce l'inchiesta resta in attesa dei risultati definitivi degli esami autoptici per procedere nell'indagine. Solo quando il medico legale chiarirà le cause della morte del piccolo, si capirà se continuare l'indagine e come, eventualmente, farlo. Se la perizia del medico legale confermerà che non si è trattato di annegamento (dai primi rilevamenti parrebbe esclusa la presenza di acqua nei polmoni del piccolo) ma di un malore , allora non ci sarebbe neppure più l'accusa di omicidio colposo. Certo, l'inchiesta della procura di Pavia dovrà indagare in merito all'adeguatezza e la tempestività dei soccorsi prestati al piccolo Davide e proprio per questo il magistrato ha già fatto sequestrare la cassetta con le registrazioni delle telecamere della piscina di Lacchiarella, oltre ad aver raccolto le testimonianze di coloro che erano in piscina, a cominciare dai bagnini e dagli addetti alla sorveglianza che giovedì sono stati sopposti per ore ad interrogatorio. Al magistrato resterà infine da capire se malattie congenite abbiano potuto scatenare un attacco fulminante in grado di stroncare il bimbo in acqua. Parenti e maestre parlano di un bimbo sanissimo, ma sarà l'autopsia a confermare anche questo ulteriore punto. Per farlo però bisognerà attendere quasi due mesi, visto che il medico legale ha chiesto 60 giorni di tempo per effettuare tutti gli esami necessari a chiarire la morte del piccolo Davide Ruben Montervino.