Zecca: «Anni di trasfusioni e cure continue Ora è rinato»
PAVIA Per me Mohamed è un po' come un figlio. Sorride ed è raggiante Marco Zecca, direttore del reparto di Oncoematologia Pediatrica del San Matteo. In effetti i piccoli malati del reparto sono la sua seconda famiglia. Mohamed lo tratta come un secondo papà. E in effetti si deve alla sua tenacia la guarigione del bimbo tunisino. E' stato lui a raccogliere il grido di aiuto di papà Sami, è stato lui a fare l'appello per cercare un donatore nordafricano, è stato lui a trapiantare le cellule del fratellino. Dalla nascita di Adams abbiamo atteso più di un mese per essere certi che il nuovo nato fosse completamente sano _ spiega Zecca – Poi la raccolta delle cellule dal cordone ombelicale del fratellino e, dopo una settimana di chemioterapia, abbiamo sottoposto Mohamed al trapianto di midollo. Le cellule sono attecchite al 100%. Certo, per poter dichiarare Mohamend completamente fuori pericolo ci vorranno altri sei mesi, ma ogni giorno che passa è un successo a suo favore. Già ora i suoi esami del sangue sono buoni e le sue difese immunitarie crescono sempre di più. Se tutto procederà per il meglio, entro un anno Mohamed potrà tornare in Tunisia. Ma Mohamed già oggi festeggia: questa mattina torna a casa a festeggiare con mamma , papà, la sorella e il nuovo nato il suo settimo compleanno.