Nuova Rianimazione senza le finestre al Dea del San Matteo

di Anna Ghezzi wPAVIA Svegliarsi dal coma e non vedere il sole. Vegliare su un fratello grave senza poter guardare fuori. Nella nuova Rianimazione del Dea non ci sono finestre. Perplessa l'associazione lombarda anestesisti rianimatori. Struttura molto più confortevole di quella attuale, garantisce il direttore sanitario dell'ospedale Marco Bosio. In questi giorni la direzione ha organizzato incontri e sppralluoghi con anestesisti e rianimatori al nuovo Dea: la Rianimazione sarà molto più ampia e controllata da una centrale di monitoraggio a semicerchio da cui si vedono tutti i letti. Anche se i piani -1 e -2 sono totalmente fuori terra – spiega Alessandro Vergallo, presidente per la Lombardia dell'associazione anestesisti rianimatori ospedalieri – la futura collocazione dei letti di degenza della Rianimazione 1 sarebbe prevista in locali totalmente privi di finestre esterne. In questo modo, i medici in servizio e soprattutto i pazienti ricoverati non potrebbero percepire il normale alternarsi quotidiano del giorno e della notte. E, riprende: Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gran parte di questi pazienti non sono totalmente privi di coscienza. L'associazione è cauta: non essendo ancora avvenuto il trasloco, l'impatto dell'esclusiva illuminazione artificiale resta da verificare. La zona dove ci sono i malati è effettivamente chiusa – afferma Bosio – ma rispetto alla rianimazione attuale è molto più confortevole: spazi più ampi per i pazienti e il personale, camere a vista su una centrale di monitoraggio a semicerchio che porterà a vedere tutti i pazienti, due stanze con il filtro per l'aria, climatizzazione ora mancante. E ancora, più privacy e comodità. Anche per il personale che avrà a disposizione studi medici, sale riunioni e depositi nella zona retrostante le stanze. La settimana scorsa il direttore della Rianimazione I Antonio Braschi e Giorgio Iotti della Rianimazione II insieme ai coordinatori degli infermieri hanno visitato le strutture per dare le ultime indicazioni rispetto agli impianti. Ora mancano solo i sopralluoghi alle chirurgie e alla patologia e terapia intensiva neonatale all'ottavo piano. Poi, a settembre, inizieranno ad arrivare arredi e la segnaletica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA