Amici massacrati a colpi di ascia e dati alle fiamme
ROMA Orrore e mistero ad Artena, piccolo comune in provincia di Roma, dopo il ritrovamento di due cadaveri carbonizzati. Ad essere dapprima uccisi con un'arma da taglio, probabilmente un'ascia, e poi bruciati sono stati Bruno Lanna, 58 anni, titolare di un'azienda di legnami, ed un suo amico, Marco Mattozzi, di 45. I due cadaveri sono stati trovati in un campo di ulivi, poco distante dalla azienda di falegnameria di Lanna. Una prima ipotesi di lavoro degli investigatori è quella di un duplice omicidio che potrebbe essere maturato in un momento d'ira. Forse una discussione degenerata violentemente. Probabilmente il protagonista della lite era Lanna e Mattozzi potrebbe essersi trovato per caso al centro del litigio. I carabinieri del nucleo investigativo di Frascati e di Colleferro tengono in considerazione tutte le ipotesi anche se al momento sembra estranea ai fatti la criminalità organizzata. Secondo quanto accertato i due sono stati uccisi in una zona diversa da quella del ritrovamento. Entrambi hanno il cranio fracassato. Successivamente sono stati portati nell'uliveto ed i loro corpi sono stati dati alle fiamme con del liquido infiammabile. Il terreno di proprietà privata dove sono stati scoperti i cadaveri carbonizzati è della stessa azienda di Lanna, e si trova su una collinetta. Ad alcune centinaia di metri si trova una strada, attorno alla quale sorgono diverse villette. Mentre i familiari delle due vittime non si danno pace e non riescono a spiegarsi come possano essere andate le cose, i carabinieri stanno ascoltando diversi testimoni. Finora non sarebbero emersi elementi di contrasto da parte di Lanna e Mattozzi con altre persone. Inoltre non avevano debiti, anzi, la falegnameria di Lanna era piuttosto florida. E proprio sull'azienda si stanno concentrando gli accertamenti nelle ultime ore. Anche per questo motivo i carabinieri stanno ascoltando gli operai della falegnameria, che sono almeno una sessantina, alla ricerca di spunti o informazioni utili per risalire al responsabile, o responsabili, del duplice omicidio.