Barbieri, 125mila euro in contanti restituiti a Linate

VOGHERA Grandi manovre nel Pdl in vista dell'autunno. Secondo alcuni attenti osservatori della politica, l'ex sindaco Aurelio Torriani si starebbe muovendo per ottenere la segreteria cittadina del partito. Attualmente, il Pdl è affidato a due coordinatori: Gianpiero Rocca, che è anche capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, e Vincenzo Giugliano, assessore alla polizia locale. I primi "sondaggi" di Torriani avrebbero però indotto un certo fastidio nella componente ex An del Popolo della Libertà. Subito dopo agosto, alla ripresa delle attività politiche, il nodo della segreteria sarà probabilmente tra i primi da affrontare. VOGHERA Non faccio dichiarazioni. Si trincera dietro il no-comment Carlo Barbieri, sindaco di Voghera, sulla circostanza di avere ricevuto 125.000 euro in contanti (poi restituiti) da Marco Milanese, deputato Pdl, ex consigliere politico del ministro Giulio Tremonti. Barbieri e Guido Marchese, dopo avere consegnato a Milanese una caparra da 650.000 euro per una casa a Cannes, e dopo che l'affare era saltato, avrebbero avuto dal parlamentare 250.000 euro in contanti (125.000 a testa) a titolo di garanzia. A sostenerlo sono, oltre a Marchese, anche lo stesso Milanese (che lo ha confermato in una intervista al quotidiano Repubblica) e un terzo testimone. Si tratterebbe di una persona che avrebbe fatto da tramite nella restituzione del denaro. Mentre il commercialista Marchese restituì i 125.000 euro per intero, e subito dopo essere stato sollecitato dal Milanese, per il tramite dell'immobiliarista Fracchia, Barbieri avrebbe tardato qualche tempo prima di rendere la propria quota. Lo avrebbe fatto, secondo le indiscrezioni che filtrano sull'inchiesta, affidando una busta a un autista che, a sua volta, avrebbe portato il denaro all'aeroporto di Linate, dove ad attendere l'emissario c'era l'onorevole Milanese. Su queste circostanze, però, il sindaco Barbieri preferisce mantenere il silenzio. La ricostruzione contenuta nei verbali di interrogatorio degli indagati, però, sembra andare in direzione di quanto sostenuto sin dall'inizio. Per Marchese, in modo particolare, la restituzione dei 125.000 euro fornisce una spiegazione plausibile al contenuto di una intercettazione, nella quale l'immobiliarista Fracchia sollecitava il commercialista a consegnare un cento di quei documenti. Anche il tono particolarmente circospetto e alcune cautele, emerse dalle intercettazioni, si spiegherebbero con il fatto che il gruppo dei "vogheresi" a un certo punto aveva saputo che Milanese era indagato a Napoli. Lo stesso parlamentare avrebbe chiesto di usare prudenza nelle comunicazioni telefoniche. E il fatto che Milanese avesse consegnato la somma di 250.000 euro in contanti, aveva indotto tutti i protagonisti della vicenda alla massima cautela. Anche perchè, l'ammontare dell'importo insolitamente elevato si accoppiava all'incertezza per l'origine dei soldi. (f.m.)