Assalto alla Red Bull, la Ferrari ci prova

di ANDREA GABBI Pronti al girone di ritorno. Il successo di Hamilton al Nurburgring, arrivato giusto dopo l'exploit Ferrari di Silverstone, apre ufficialmente il secondo capitolo di un campionato che pareva destinato a un finale scontato. A conti fatti è ancora così: Vettel ha un margine rassicurante sugli inseguitori, ma qualcosa si è rotto in quel meccanismo perfetto chiamato Red Bull. IL SORPASSO Quel maestro di regia di Dino Risi non potrebbe far altro che girare "Il sorpasso parte seconda" alla luce di quanto sta avvenendo nel circus. Alonso, secondo in Germania, lo ha detto a chiare lettere: Ora abbiamo scavalcato le Red Bull. Tutto vero. Maranello ha lavorato come non mai e ha tirato fuori il meglio da una 150° Italia che pareva tristemente in ritardo rispetto ai missili austriaci. Ma anche il gruppo McLaren ha fatto il salto di qualità. Se si analizzano i percorsi di sviluppo della Rossa e delle Frecce d'Argento ci si accorge di un unico comune denominatore. Entrambe le case hanno a disposizione due piloti (Alonso e Hamilton) che hanno una marcia in più rispetto alla concorrenza. Le loro qualità, unite agli sforzi in officina, hanno portato al ribaltone. UN PASSO IN PIU' La Ferrari, ora che ha trovato un assetto finalmente performante e una stabilità ottimale, non deve commettere l'errore di sentirsi arrivata. Il prossimo tassello da migliorare riguarda gli pneumatici. Il tallone d'Achille in Germania (che per intenderci ha fatto perdere il successo a Fernando) è legato ai ritardi nel riscaldamento delle gomme. Un problema evidente che con una serie di accorgimenti mirati può essere risolto. Ma ci vorrà tempo. BIVIO UNGHERESE Resta però un miraggio il sogno di strappare a Vettel il successo in questa stagione. Il margine, nonostante i passi falsi di super Seb nell'ultimo mese, è imponente. L'unica cosa che Ferrari e McLaren possono fare è ragionare gara dopo gara, senza nessuna sorta di tabella di marcia. In Ungheria ad esempio sarà dura stare davanti alle Red Bull. Il circuito di Budapest sembra fatto apposta per esaltare le qualità della vettura progettata da Horner. BUCO NELL'ACQUA Tra la coppia Hamilton-Alonso che scalpita per riaprire il Mondiale e Super Seb che vuole blindare il secondo titolo iridato c'è un terzo incomodo. Si tratta di Webber, uomo enigmatico in una scuderia, la Red Bull, che ha definitivamente scelto Vettel come unico capitano. L'australiano non è riuscito a riprendersi dopo il clamoroso buco nell'acqua di un anno fa, quando gettò alle ortiche il successo finale. In questa stagione sta confermando di non avere la stoffa per primeggiare. Anche in Germania non è riuscito ad andare oltre il terzo posto, confermando il trend che lo vede in difficoltà quando parte dalla pole. La sua scuderia continua a difenderlo, ma in molti lo vedono come un pesce fuor d'acqua. E MASSA RINNOVA Anche Felipe stenta a spiccare il volo e ormai si è abituato alla maglia da panchinaro in un team Ferrari Alonso dipendente. Massa però resterà a lungo a Maranello: Montezemolo prima del Gp di Germania ha annunciato (a sorpresa) il rinnovo del suo contratto. A dire la verità la notizia ha fatto bene al pilota brasiliano che al Nurburgring avrebbe meritato sicuramente qualcosa in più rispetto al quinto posto. Il suo apporto in questa fase del campionato potrebbe risultare fondamentale. GIOVE PLUVIO Se la Ferrari non riuscirà a risolvere il problema del riscaldamento delle gomme e la McLaren non migliorerà il suo rapporto con le sospensioni, in Ungheria tornerà a primeggiare la Red Bull. C'è però una variabile che potrebbe rimescolare le carte in tavola: all'Hungaroring potrebbe piovere. Alonso sul bagnato va forte, Hamilton pure. Quando Giove Pluvio decide di palesarsi sotto forma di precipitazioni succede sempre qualcosa di interessante. Non c'è che mettersi di fronte al teleschermo e fare una bella danza della pioggia, se non altro per lo spettacolo. Ma quello fino ad oggi non è mai mancato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA