«Se avessi saputo non lo avrei lasciato solo»

Se lo avessi immaginato non lo avrei mai lasciato solo. E' granitico e inaspettato il dolore della signora Tina, moglie di Mario Cal. Aveva visto nei giorni scorsi il marito portare a casa dall'ufficio i documenti che aveva inbustato e conservato in uno scatolone, ma sapeva che era un uomo forte e non aveva avuto il minimo sospetto del disagio che l'uomo probabilmente viveva da venerdì quando un nuovo Cda avrebbe governato la Fondazione in cui lavorava da 35 anni e di cui ormai non faceva più parte. Il manager era stato uno sportivo e non amava perdere però, come racconta l'amico e avvocato Rosario Minniti, ha visto infrangersi il suo sogno. Ha passato la vita a costruire ospedali e nelle ultime settimane ha visto il suo lavoro andare in fumo. La difficoltà del momento era per lui un pensiero costante, ci sono stati investimenti per costruire ospedali e portare sanità dove non c'era. Non c'è stata mala gestione ma piuttosto un'ottica di gestione non imprenditoriale.