Coppa America, il tramonto delle stelle

BUENOS AIRES In Coppa America hanno deluso le stelle, con i portieri diventati protagonisti dei quarti di finale visto che fermando i rigoristi di Argentina e Brasile hanno determinato la caduta degli dei. I tiratori però ci hanno messo del loro, come dimostra il fatto che i brasiliani hanno chiuso la serie di rigori contro il Paraguay senza segnare un gol che sia uno. Siamo stati peggio degli argentini visto che il Brasile ha buttato fuori tre rigori e il quarto, quello di Elano, è quasi finito fuori dallo stadio, ha commentato il cronista Carlos Eboli, dell'emittente radio Cbn, e vale come sintesi di tutti i commentatori brasiliani. Orfana delle favorite Argentina e Brasile, fuori ai quarti insieme al quotato Cile di Alexis Sanchez, eliminato sorprendentemente dal Venezuela, delle pretendenti al titolo alla vigilia alla Coppa America 2011 rimane solo l'Uruguay del saggio Tabarez, quarta un anno fa ai mondiali sudafricani. La geografia calcistica della regione, dalla Colombia alla Patagonia, è cambiata, sottolineano unanimi i media latinoamericani, mettendo in evidenza il maggiore equilibrio riscontrato nel torneo tra i colossi come l'Argentina e il Brasile e le cenerentole come Venezuela e Perù, ancora in corsa per un posto nella storia: in particolare proprio la nazionale di Caracas. Ma sono gli stessi inaspettati protagonisti di questa Coppa delle sorprese a ribellarsi allo stupore generale. Cesar Farias - il ct che ha portato il Venezuela alla conquista delle semifinali di una Coppa America per la prima volta nella sua storia - è convinto di non aver rubato nulla a nessuno: Siamo arrivati dove ci troviamo oggi dopo aver battuto tre squadre da mondiale. Guardando indietro nel tempo si scopre comunque che la crescita delle nazionali finora più modeste è una novità solo fino a un certo punto: l'Argentina di Messi guidata da Diego Armando Maradona come ct si era qualificata agli ultimi mondiali del Sudafrica solo all'ultima giornata, alle spalle di Cile e Paraguay, dopo aver sofferto tanto. In questi ultimi due-tre anni, le piccole sono insomma diventate grandi strada facendo. Il Venezuela fino a pochi anni fa era una squadra che subiva 'goleadas' dappertutto, così come spesso anche il Perù: ora puntano alla finale. Sotto i riflettori c'è anche il laziale Fernando Muslera a Justo Villar del Paraguay. Contro l'Argentina, Muslera ha parato di tutto: da lontano e da molto vicino, ma soprattutto il rigore di Carlitos Tevez.