Parlamentari dimezzati e Senato federale

ROMA Una robusta riduzione del numero dei parlamentari, il Senato eletto su base regionale, stop al bicameralismo perfetto nell'iter delle leggi. Sono alcuni dei punti del disegno di legge costituzionale presentato dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli (Lega Nord), e che potrebbe essere già discusso nel prossimo consiglio dei ministri. Una proposta che ha sollevato molte polemiche da parte delle opposizioni soprattutto per la tempistica della proposta, tanto da far dire a Di Pietro (Idv) che il governo si comporta come quei venditori ambulanti che cercano di piazzare la merce all'ultimo minuto. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha invece voluto timbrare la relazione della bozza di riforma affermando con toni enfatici che si tratta di una prima base di confronto, ma per il Parlamento sarà un'occasione straordinaria per realizzare una riforma storica.E sempre ieri, dalla direzione del Pd è uscito un altro documento sui tagli alla politica, ben diverso da quella della Lega, e senza stravolgimenti costituzionali. Calderoli ha fatto spallucce: Questa riforma costituzionale è la migliore risposta possibile perché finalmente avremo un Paese che spende meno e lavora meglio. Noi facciamo i fatti, gli altri parole. Quindi il governo del fare si appresta a portare in Parlamento una modifica alla Costituzione targata Lega, dalla quale ormai Berlusconi sa che deve ricevere l'ossigeno necessario per andare avanti, e a cui non nega più alcuna concessione. La proposta Calderoli prevede: taglio dei deputati (Camera) da 630 a 250, e dei senatori da 315 a 250. Il Senato diventa Senato federale della repubblica eletto a suffragio universale e diretto su base regionale. L'indennità che deputati e senatori percepiranno sarà corrispondente alla loro effettiva partecipazione ai lavori. Viene soppressa la Circoscrizione Estero, così come spariscono i 5 senatori a vita, mentre chi è stato Presidente della Repubblica sarà deputato di diritto a vita. Stop al bicameralismo perfetto (leggi approvate solo da Camera o Senato a seconda delle competenza a parte i casi più importanti), scende a 21 anni l'età per essere eletti in parlamento,e a 40 per la Presidenza della Repubblica. Il presidente del Consiglio diventa Primo ministro, e potrà chiedere al Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere. L'inquilino del Quirinale resta comunque il supremo garante delle istituzioni e ne sarà accentuato il ruolo di custode, rimane il supremo garante dell'equilibrio tra i poteri, intervenendo nella fase di scioglimento delle camere, della promulgazione della legge e di emanazione degli atti aventi valore di legge e dei regolamenti. La fiducia al governo infine sarà votata solo dalla Camera, e non comporterà in automatico lo sciogliento della Camera perché il Presidente della Repubblica può nominare un nuovo ministro oppure è individuato dalla stessa Camera. Si chiama fiducia costruttiva. Sempre ieri, il Pd ha reso pubblica la sua piattaforma per ridurre i costi della politica, non senza evidenziare che la Lega, con l'apertura delle tre rappresentanze ministeriali al Nord, ha già fatto lievitare i costi della politica. Denominatore comune la riduzione del numero dei parlamentari: 400 alla Camera, 200 al Senato. Retribuzione dei parlamentari legata a quella dei magistrati italiani. Vitalizi dei parlamentari da rivedere entro la legislatura, riportandoli al sistema previdenziale in vigore per tutti gli altri cittadini iscritti all'Inps. Ridurre la spesa collegata agli immobili in affitto. Quindi (queste proposte fatte insieme con Udc e Idv): accentramento dei comuni più piccoli; accorpamento delle province sotto i 500mila abitanti; accorpamento delle società che fanno capo ai Comuni; incompatibilità dell'incarico parlamentare con qualsiasi altro; tagli radicali ad auto e voli blu; reintroduzione del tetto alla retribuzione dei manager pubblici. (p.ca.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA