Ferrari, a Valencia l'ultimo appello

di ANDREA GABBI Ci voleva un colpo da maestro di Button e un Gran premio stile "Rocky Horror Picture Show" per vivacizzare la stagione. In Canada la McLaren ha centrato un successo stratosferico, da annali della Formula 1. Ora Valencia. Il dominio del cannibale Vettel può essere arrestato, ma con ogni probabilità non sarà la Ferrari la scuderia designata per contendere il successo finale al pilota tedesco. PAZZA IDEA Quello che è successo in Canada difficilmente potrà nuovamente riproporsi. Di gare "pazze" se ne potranno vedere altre, ma non sempre ci si potrà appellare a madama fortuna per scalzare dal trono la Red Bull. Questo però non toglie che le Frecce d'Argento al momento siano la scuderia più in forma. I britannici sono gli unici ad aver frenato l'egemonia di vittorie di Vettel e soprattutto sono gli unici che a conti fatti possono ancora ambire a un piazzamento di rilievo in classifica. La pazza idea di Martin Whitmarsh e dei suoi collaboratori è quella di ridurre ulteriormente il gap con gli austriaci dal punto di vista aerodinamico. Limare un paio di decimi è un'impresa non da poco, ma provarci è d'obbligo. L'unico neo riguarda Hamilton che proprio non riesce a trovare la serenità mentale per giocarsi le sue carte. MAL DI ROSSA La Ferrari invece sembra aver definitivamente gettato la spugna. Troppi guai intorno a una 150° Italia nata sotto una cattiva stella. E' chiaro che di gare davanti ce ne sono ancora tantissime, ma al momento le speranze di riaprire i giochi da parte degli omini di Maranello sono ridotte al lumicino. Emblematico il caso del Canada: Alonso secondo in qualifica, Massa terzo. Presupposti stupendi traditi da una domenica da dimenticare. L'asturiano prima finisce vittima degli errori (gli ennesimi) del muretto, e poi va a sbattere contro Button. Il brasiliano dal canto suo è rimasto più o meno a galla, ma oltre al sesto posto proprio non si riesce ad andare. E pensare che Montreal era un circuito pro Ferrari. ARIA DI CASA A Valencia Alonso respirerà aria di casa: il contatto con i suoi tifosi non può che rialzare il morale dello spagnolo, decisamente a terra dopo le ultime uscite. Tra l'altro si tratta di un circuito che per caratteristiche può essere assimilato a quello canadese di Montreal. Sulla carta quindi la Ferrari potrebbe tirare fuori dal cilindro una buona prestazione sul tracciato cittadino che dal 2008 è parte del circus in qualità di Gp d'Europa. SCHUMI RILANCIA Il Gp canadese ha portato alla luce un altro tema. Michael Schumacher ha sfiorato il podio ed ha chiuso con un ottimo quarto posto. L'esperienza gli ha permesso di gestire nel migliore dei modi i continui stop causati dall'entrata in pista della safety car. Poi l'affondo con diversi sorpassi e una condotta aggressiva come ai vecchi tempi. In una Formula 1 che diventa ogni anno più giovane il pluricampione tedesco sta progettando di prolungare il contratto che lo lega alla Mercedes fino al 2014. L'obbiettivo? Quello di conquistare di nuovo il titolo mondiale. Al momento le prospettive non sembrano delle migliori visti i problemi di sviluppo dimostrati dalla MGP W02, ma la sapienza di Ross Brown e la tenacia di Norbert Haug lasciano aperte le porte a qualsiasi colpo di scena. Intanto Schumi si gode il presente: per lui essere riuscito a chiudere davanti al compagno Rosberg è già una grande soddisfazione. NOVITA' AL VETRIOLO Non siamo ancora a metà stagione, ma il Gp di Valencia sarà una sorta di spartiacque per la F1. Questo perché da Silverstone ci saranno grosse modifiche regolamentari che cambieranno gli schemi. Le novità maggiori riguarderanno il fondo delle monoposto dove dovranno sparire i gas caldi utilizzati per aumentare il cosiddetto effetto sigillo. Una variazione che però si noterà anche in Spagna dove la Fia ha deciso di snaturare le qualifiche dando la possibilità alle scuderie di effettuare una solo mappatura per il motore. Un cambiamento in corso d'opera che ha fatto storcere il naso alla Red Bull. Questa trovata potrebbe essere l'unica via per riaprire i giochi. Il fine però non può giustificare i mezzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA