DALL'INVASIONE CI SI DIFENDE CON LA DEMOCRAZIA DEL VOTO

BR Comizio a reti unificate. Spacciato per intervista, ma senza domande. Non quelle scomode, per carità, che non sono consentite e neppure il giornalista di turno si azzarda solo a concepirle. Escluse pure le domande sotto il minimo della decenza, tipo: «Presidente, perché Letizia Moratti, secondo lei, ha preso cosi pochi voti arrivando seconda al ballottaggio?». No, il copione non lo prevede.BR Il Grande Comunicatore comunica a senso unico; gli basta un la e non lo fermi più. Tracima in tv con gli argomenti di sempre; i comunisti, gli estremisti, l'invasione degli immigrati, le tasse da ridurre. Quest'ultimo argomento ha quasi raggiunto la maggiore età: nato nel lontano 1994 sta per compiere 18 anni.BR Si, 18 anni di vane promesse. Invadendo i tg Berlusconi ha compiuto un altro passo verso lo stravolgimento delle regole. In una campagna elettorale amministrativa, sia pure con importanti città e province al voto, il presidente del Consiglio impone la sua presenza, monopolizza l'audience, attacca i candidati - Pisapia e De Magistris - che hanno ottenuto un consenso che nessun sondaggio aveva pronosticato. Va in onda lo spettacolo che gli riesce meglio: Silvio contro i cattivi. Dove per cattivi bisogna intendere tutti coloro i quali non la pensano come la sua corte. Neppure nella Russia di Putin - dove di queste cose se ne intendono - si agita il pericolo dei comunisti in agguato pronti ad impossessarsi del potere, cosi come si sente gridare in Italia.BR Saltano le regole del confronto democratico, della pacata esposizione delle posizioni in campo; si usano artifizi per alimentare le paure dei cittadini. Tutto e il contrario di tutto finisce nel calderone dell'intolleranza: i gay e le zingaropoli islamiche, i centri sociali e gli spacciatori di droga, le procure eversive e i 'femminielli" (di quest'ultima espressione il copyright spetta al moderatissimo Giovanardi). Nel comizio a reti unificate scompare definitivamente la politica, quell'arte raffinata - a volte spregiudicata - necessaria per governare e risolvere i problemi di una democrazia occidentale. Per quasi un ventennio il Cavaliere di Arcore ha fatto sognare la metà degli italiani perché sembrava capace di mettere in campo una politica di rinnovamento: nell'economia, nel fisco, nella pubblica amministrazione, nelle grandi opere, persino nella giustizia.BR Ora però il suo discorso appare monocorde, senza più speranza, incattivito. Persino chi ha sempre votato a destra (o comunque non è pregiudizialmente ostile a quel mondo) avverte la tristezza di quelle parole. La politica - l'illusione di una politica - è svanita. Resta l'atto di arroganza. Di un premier che appena qualche giorno fa ha detto che non intende più pagare il canone Rai. Nell'attesa di evadere il tributo, ha pensato bene di occupare gli studi dei Tg in preda all'incontinenza verbale.BR Accadrà mai qualcosa:una reazione, una sanzione? L'Italia ha un affollamento di cosiddette autorità indipendenti di controllo, tra queste l'Agcom, l'authority che vigila sulle comunicazioni. Eserciterà il suo ruolo o si rivelerà un bell'ente inutile dispensatore di ricchi stipendi. Vedremo. Quale sarà la reazione dei vertici della Rai e della commissione di vigilanza? Chissà. Un tempo si diceva che dall'invadenza della pubblicità nei programmi tv ci si può difendere con la democrazia del telecomando; se non ti piace e ti infastidisce, cambia canale. Da un premier sfrenato che ti rincorre dentro casa all'ora di cena, come ci si difende? Con la democrazia del voto.BR l.vicinanza@finegil.itBR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Luigi Vicinanza