Ripresa, Pavia ultima in regione
bPAVIA./bb Ultimi in regione: per quanto poco cresca l'economia lombarda, Pavia non riesce a tenere il passo. Nel 2010 Pavia è crescita la metà rispetto alla Lombardia e negli ultimi tre mesi ha perfino peggiorato la performance. E' il quadro che emerge dai primi dati sulla produzione industriale elaborati da Unioncamere per il quarto trimestre del 2010. «Se il ritmo di crescita resta questo - allarga le braccia il presidente della Camera di Commercio Giacomo De Ghislanzoni - ci vorranno ancora quattro anni per tornare ai livelli pre-crisi».BR /b «Pavia resta in coda alla Lombardia - aggiunge De Ghislanzoni -. Qualche segnale di miglioramento c'è, ma è troppo timido: il comparto del maccano calzaturiero continua a soffrire più degli altri, va un po' meglio solo l'artigianato. Ora serve un 'iniezione di fiducia per accelerare la ripresa se non vogliamo che il distacco dalle altre province aumenti». I dati della produzione industriale sono crudi. Nel quarto trimestre 2010 rispetto al quarto trimestre 2009 la produzione in Lombardia è cresciuta del 5.97 per cento, mentre a Pavia soltanto del 3.7 per cento. Peggiori i dati sulla crescita a breve: rispetto al terzo trimestre del 2010, nel quarto trimestre 2010 la Lombardia è cresciuta del 5.9 per cento e Pavia del 2.09. L'indice medio annuo della produzione industriale pavese, per completare il quadro, nel 2010 è crescito del 2 per cento a fronte di un crollo dell'8 per cento nel 2009 rispetto al 2008. Semplificando, per tornare ai livelli pre-crisi mancano ancora otto punti. Ancora cifre: l'indice di produzione industriale nel 2007 era 105.57 punti, nel 2008 è sceso a 104.27 punti, nel 2009 è addirittura precipitato sotto quota cento a 95.64 punti. Nel 2010 un timido segnale di ripresa con l'aumento a 97.65 punti: con questo ritmo ci vorranno almeno 4 anni per recuperare la ricchezza persa. Critica anche la situazione prezzi: le materie prime sono aumentate del 10 per cento, i prezzi dei prodotti diniti del 2 per cento: nell'8 per cento di differenza si legge il taglio dei profitti delle azioende. Le aziende non guadagnano e non possono tornare ad asumere. «Il quadro occupazionale è ancora critico - conferma l'assessore provinciale alle attività produttive Antonio Costantino -. Per questo abbiamo avviato gli stati generali con sindacati e imprese per cercare una strategia di intervento comune».P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P