«Belgioioso, freddo e ruggine all'ospedale»

BELGIOIOSO. Il riscaldamento che non funziona, l'acqua calda solo a volte, la qualità del cibo scadente. Perfino la carta igiencica che manca. Sono le condizioni dell'ospedale di Belgioioso, succursale del Policlinico San Matteo cosi come le descrive il figlio di una anziana ricoverata. Nella lettera che segue, spedita anche alla direzione sanitaria del San Matteo, il racconto del ricovero.
Egregio direttore,
mi permetto di scrivere questa lettera aperta perché credo fermamente che il cittadino debba collaborare, per quanto possibile, alla gestione dei servizi pubblici, che in fin dei conti, sostiene pagando le tasse e che quindi vorrebbe vedere funzionanti e ben coordinati. Per questo motivo condivido con lei le seguenti mie riflessioni.
In occasione del recente ricovero di mia madre, 82enne che vive a Pavia, presso l'ospedale di Belgioioso, succursale del San Matteo, avvenuto a causa della mancanza di letti disponibili nelle due principali strutture ospedaliere pavesi (oltre al San Matteo, anche alla Città di Pavia nessun letto era libero, e la notizia si commenta da sola), mi sono chiesto più volte se qualcuno della Direzione Sanitaria avesse mai visitato ed ispezionato l'ospedale di Belgioioso.
Il soggiorno di mia madre nella stanza 12 del reparto di medicina generale è durato 8 giorni, quindi c'è stato tutto il tempo per poter riscontrare, oltre alle condizioni di mantenimento assolutamente precarie di tutta la struttura, anche il malfunzionamento del riscaldamento della stanza (per altro poi sistemato dai parenti dell'altra degente); la mancanza di acqua calda nel bagno (che poi è miracolosamente comparsa dopo 4 giorni); la ruggine attorno ai sanitari e sul termosifone del bagno; la presenza di un pericoloso gradino nel mezzo del bagno; la continua mancanza di carta igienica e non in ultimo la qualità pessima del cibo che, certo, non deve competere con quello di un ristorante a 3 stelle Michelin, ma deve essere opportunamente nutritivo per i malati e di gusto decoroso.
Si aggiunga che l'acqua che scorreva dal lavandino della stanza 11 era costantemente di color ruggine.
Mia madre ed io ci siamo chiesti: ma se uno dei direttori sanitari del San Matteo avesse dovuto ricoverare un parente a Belgioioso, ce lo avrebbe lasciato per più di dieci minuti? La risposta ce la siamo data da soli. Per correttezza voglio solo dire che il personale medico è sembrato preparato e competente ed infermieri e personale paramedico si sono comportati cortesemente e professionalmente, cosa che, considerando la struttura, ha senza dubbio un peso importante. Mi chiedo se tutta questa professionalità non possa essere meglio sfruttata e valorizzata in una struttura adeguata ai tempi e non ferma nel tempo, probabilmente ai lontani anni Cinquanta. Mi auguro che queste segnalazioni possano permettere di intraprendere gli adeguati controlli e di adottare le misure necessarie a garantire la tutela dei degenti.

Guido Rovati