In manette zio e nipote
TORTONA.Le indagini avviate dalla Polizia stradale di Tortona hanno consentito di arrestare due malviventi accusati di essere stati gli autori di numerosi furti e rapine messe in atto ai danni di distributori di benzina ed autogrill sparsi su tutto il territorio italiano tra cui l'agguato messo a segno il 10 febbraio scorso ai danni dell'autogrill «Tortona sud» sull'autostrada Torino-Piacenza.
Si tratta di Alfredo Pappalardo, quarantaquattro anni, residente a Grisolia (Cosenza) e di suo nipote Giovanni Scibona, 24 anni residente a Troina (Enna). L'operazione denominata «Lupin» è stata illustrata ieri pomeriggio presso il comando provinciale della Polizia stradale di Alessandria, che ha collaborato alle indagini, dal comandante Carlotta Gallo.
L'attività investigativa sul territorio tortonese aveva preso il via la sera stessa del 10 febbraio scorso, subito dopo il colpo messo a segno dai malviventi che erano entrati nell'area di servizio dal parcheggio esterno riservato ai dipendenti dell'autogrill, dove avevano lasciato la macchina già pronta per la fuga. I due sono accusati di aver messo a segno una rapina ai danni del distributore di benzina, che aveva fruttato ben ventimila euro.
I banditi lo avevano preso d'assalto ed erano fuggiti a bordo di una Fiat Croma. Purtroppo per loro si sono trovati davanti, poco distante, sulla strada provinciale per Castelnuovo Scrivia, una pattuglia della polizia stradale di Tortona che ha intimato all'auto di fermarsi. I due rapinatori avevano forzato il posto di blocco e si erano dati alla fuga. I poliziotti li avevano inseguiti per alcuni chilometri, ma senza successo.
Aveva preso il via da quel momento una delicata indagine che ha coinvolto numerose forze di polizia fra cui anche i vigili urbani di Tortona. Grazie agli elementi raccolti dalla Polstrada tortonese, dalla Polizia municipale e dalla sede provinciale della Polizia stradale, è stata raccolta una serie di prove che ha consentito di individuare i due rapinatori. Il tribunale di Tortona ha quindi emesso un ordine di custodia cautelare nei confronti dei due parenti.
Arrestarli, però, non è stato facile: Alfredo Pappalardo infatti in un primo momento era riuscito ad evitare l'arresto scappando sul tetto della sua abitazione e poi sulle case vicine. Un tentativo inutile perché successivamente è finito in manette ed è stato rinchiuso nel carcere di Paola, a disposizione dell'autorità giudiziaria.