Fiori e lumini per ricordare i fascisti
VOGHERA.Sulla targa dedicata ai fascisti giustiziati sul lato Ovest del Castello Visconteo sono apparsi fiori e ceri. La destra di tutto l'Oltrepo arriva a Voghera per rendere omaggio alle vittime dell'esecuzione del 13 maggio 1945. Stasera alle 21 il circolo «Salvatore Frisina» di Giovanni Bottazzi radunerà i parenti delle vittime alla sala del Millenario di piazza Duomo per un incontro, rigorosamente a invito, su quanto accadde ai repubblichini fucilati davanti al Castello. Protagonista della serata d'approfondimento, a porte chiuse, sarà lo storico Fabrizio Bernini. Gli assessori comunali Marina Azzaretti, Daniele Salerno e Vincenzo Giugliano, formalmente invitati hanno annunciato che non parteciperanno. La tensione resta alta, si vogliono evitare strumentalizzazioni. Una settimana dopo l'apparizione della targa in memoria di sei tra ufficiali e civili della Repubblica sociale italiana fucilati dai partigiani, la discussione in città prosegue incessante. Oggi il testo recita semplicemente: «Nell'ambito dei tragici eventi legati alla Seconda Guerra Mondiale in questo luogo, a conflitto concluso, il 13 maggio 1945 sei italiani, militari e civili, vennero fuciliati senza alcun processo da altri italiani». La targa ricorda quindi i nomi dei giustiziati davanti agli occhi degli spettatori del Cinema Popolare (oggi Arlecchino), che uscivano dopo il secondo spettacolo.
Per Giovanni Bottazzi, libraio di via Cavour e storico esponente della destra, a portare fiori e lumini non sono ex fascisti: «Il pellegrinaggio non è di stampo politico. A portare i fiori sono tanti semplici cittadini, a mettersi in fila sono più democristiani e socialisti che l'estrema destra. Qui la politica non c'entra nulla: non ci sono morti che si possono piangere e altri no». E Bottazzi conclude: «Quel luogo vuole solo rappresentare un angolo di raccoglimento. La targa è da difendere dal vandalismo».