«Più posti in piedi sui bus»
GARLASCO.«Non basta averci bocciato la corsa delle 7 e 20. Sui mezzi Arfea o hai posto a sedere o non sali. Lunedi abbiamo toccato il fondo». I pendolari dei bus per Milano sono sul piede di guerra. L'ultimo episodio a inizio settimana: il pullman delle 7 e 57 a Gropello ha scaricato alla fermata del ponte dell'autostrada due persone fatte salire in piazza Zanotti, perché in piedi. Lunedi prossimo, in Provincia, la portavoce Elisa Franchi conta di fare presente il problema in sede di Commissione provinciale trasporti, nonostante l'incontro sia dedicato agli effetti dei tagli della finanziaria. A lamentarsi sono gli utenti di Lomellina trasporti scarl, il consorzio che gestisce i collegamenti con Milano tramite le corse Stav e Arfea: 300 persone di cui un centinaio habitué dei pullman Arfea. Questa volta la Provincia sembra essere dalla loro parte. «Gli unici mezzi non omologati al trasporto in piedi sono quelli da turismo e i bus su due piani: non è questo il caso nostro»: l'assessore provinciale ai Trasporti Romano Gandini, se ad agosto ha detto definitivamente no alla richiesta di aggiungere a Garlasco la corsa delle 7 e 20 per alleggerire le successive, ora chiama in causa le aziende titolari del servizio. «A loro tocca sanzionare gli autisti se vietano l'accesso e l'omologazione del mezzo», dice. La carta di circolazione dei pullman, specie sulle tratte non superiori ai 20 minuti di viaggio, fissa una media di 49 persone sedute più 25 in piedi. Finché non si arriva a pieno carico il conducente non può rifiutare il trasbordo. E invece Franchi racconta che da luglio sui mezzi Arfea accade il contrario. «Capita soprattutto la mattina - racconta - . Ad eccezione degli ultimi due giorni, è cosi sempre. I primi problemi il 29 luglio, con quattro persone rimaste a terra a Famagosta sul viaggio di rientro delle 19 e 10: hanno dovuto aspettare 50 minuti per tornare a casa con l'ultima corriera». Ieri Simone Bologna di Arfea si trovava fuori sede, ma dall'ufficio commerciale hanno comunque confermato di non essere a conoscenza di criticità specifiche della sottorete lomellina. Risultato: i pendolari cominciano a spostarsi in macchina o con i bus Stav di per sé stracolmi, gli stessi che l'estate scorsa speravano di alleggerire con la corsa delle 7 e 20 da Garlasco. Della 8 meno 20 i pendolari raccontano per esempio di una media di sette persone in piedi tutti i giorni, sistemate lungo il corridoio di separazione dei sedili o sulle pedane di accesso dei disabili. Ma quello della 7 e 20 è un capitolo chiuso nonostante i disagi. Ancora ieri Gandini lo ha ribadito. Dal sondaggio all'utenza eseguito a luglio da Arfea è emerso infatti che su cento viaggiatori i pro 7 e 20 sono poco più della metà: 64 contro 36. Troppi contrari per accettare la richiesta di modifica.