Red Bull avanti a colpi di tregua

Continuiamo cosi, facciamoci del male. La celebre frase di Nanni Moretti nel suo 'Bianca", sembra perfetta per la Red Bull di questo 2010. Hai la vettura migliore in assoluto e due tra i piloti più veloci del Circus. Il risultato? La McLaren guida le classifiche, sia quella piloti che quella costruttori.
E non è che lo 0 punti fatto segnare da Webber a Valencia con quel terribile incidente sia decisivo; l'australiano era impegnato in rimonta, forse qualche punto l'avrebbe anche preso, ma sarebbe stata poca cosa.
E' che andare avanti a colpi di tregue forzate alla lunga logora, danneggia. La grinta messa in mostra da Webber in partenza a Silverstone era degna di un confronto con un pilota di altra scuderia, non con il compagno di team. A meno che il compagno di team non fosse quello privilegiato il giorno prima dalla scuderia nell'impiego del nuovo alettone anteriore. La giustificazione? Vettel era davanti in classifica. Ora che davanti c'è Webber staremo a vedere le scelte di Horner.
Del resto, vedi dati nella tabella qui sopra, il comportamento dei due piloti fin qui è stato quasi identico. Ognuno dei due piloti ha fatto meglio dell'altro in 5 occasioni sia in gara che in qualifica (per Valencia va considerato che Webber è partito dietro in griglia solo perché ha dovuto cambiare il cambio, ma la prestazione migliore era sua). L'australiano è però l'unico pilota sin qui ad aver vinto in tre occasioni.
Come già dopo il contatto tra i due in Turchia, anche questa volta sono giunte dichiarazioni riparatrici, questa volta di Webber. Tutto chiarito, tutto concluso? Macchè. Qualche giorno fa Helmut Marko, l'uomo del magnate Mateschitz all'interno del team, è andato giù duro nei confronti di Mark con dichiarazioni rilasciate ad un settimanale tedesco di settore. «Mark sta vivendo una grande stagione ed è migliorato molto strada facendo, ma non deve dimenticare quanto deve a questo team. Dov'era due anni fa? Era senza occasioni per vincere, oggi grazie a noi ha una macchina che gli permette di vincere». Continuiamo cosi, faciamoci del male. (d.p.)