In casa Red Bull la tregua tra i piloti alla prima verifica
Scusate, abbiamo scherzato.
Le parole non sono state proprio queste, ma dopo i gesti di Vettel in pista che ne indicavano un presunto stato di follia e dopo le accuse, anche pesanti, rivoltegli dal team manager Chris Horner, Mark Webber in settimana ha incassato, oltre che il rinnovo del contratto di cui parliamo a parte, la completa retromarcia della Red Bull.
Già poche ore dopo il team parlava semplicemente di un normale incidente di gara riferendosi al contatto che ha tolto di mezzo Vettel e che ha relegato l'australiano al terzo posto in una gara che era avviato a vincere.
Poi un comunicato, in verità piuttosto scarno, della Red Bull ha sancito la pace tra i pue piloti che si sono incontrati per un chiarimento: «E' stato un incontro positivo nel quale si è analizzato quello che è successo al giro numero 40. Ora è tutto risolto e la squadra è già proiettata verso il prossimo Gp». Questo il senso del comunicato emesso dalla scuderia anglo-austriaca.
Solo la pista dirà se davvero è tutto chiarito tra due dei massimi pretendenti al titolo piloti.
Ancora una volta i riflettori si spostano su Horner e sulla capacità di gestire una situazione simile. Del resto, anche se sono negati con vigore da tutti, pare che sia stato un ordine di scuderia male interpretato a generare la confusione in pista e il contatto. Oppure, più semplicemente, Webber lo ha capito benissimo ma non aveva alcuna intenzionme di lasciar passare Vettel. (d.p.)