La Mercedes al bivio Schumi ritrovato ma Rosberg è in crisi

S i è scatenato una sorta di dibattito anche sui giornali tedeschi. Se da un lato è possibile che piloti diversi abbiano feeling differenti con la stessa vettura (vedi Alonso e Massa con la F10 di Barcellona) il caso Mercedes è stato eclatante.
Nei primi quattro Gp l'alfiere della scuderia di Stoccarda è stato Rosberg, che in Spagna è sparito nelle retrovie.
Prima dell'arrivo in Europa Michael Schumacher è sembrato il fantasma del campione sette volte iridato, a Barcellona è tornato su buoni livelli (non eccelsi, comunque) e si è piazzato ai piedi del podio.
Il fatto è che la Mercedes presentata in Europa era considerevolmente diversa da quella che ha iniziato il mondiale.
Prima di tutto nel passo interasse, che qualcuno arriva dire addrittura più allungato di quasi dieci centimetri. Ma anche in altri particolari importanti, come la presa del motore abbassata e arrotondata dietro all'abitacolo del pilota, per consentire flussi diversi verso l'ala posteriore.
Il risultato appunto è stato quello di vedere sparire dai radar Rosberg, che si è lamentato della guidabilità della sua Mercedes per tutto il fine settimana. Mentre Schumacher si è detto soddisfatto delle modifiche, a quanto pare suggerite da lui stesso, anche se non ha potuto fare a meno di sottolinerare la perdurante differenza di prestazioni con le Red Bull.
Le critiche alla svolta non sono mancate, anche perché qualcuno ha suggerito come solo con Rosberg al meglio la Mercedes possa ambire a vincere un Gp.
Il nuovo atto di una rivalità forse ancora più evidente di quanto non sembrasse in un primo momento, si avrà a Monaco, dove la Mercedes tornerà al passo corto. Si vedrà se quindi quella di Barcellona è una situazione legata solo all'assetto della vettura o se qualcosa è cambiato nel rapporto di forza tra i due piloti. (d.p.)