Giarda: «Di questo Pm c'è da aver paura»
VIGEVANO. «Avrei paura di un'accusa come questa». Da Angelo Giarda, legale di Alberto, un attacco frontale alla procura e ai Pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci. Come dire: incolpano un innocente con indizi inconsistenti, potrebbero accusare chiunque di un delitto.
La difesa spara a zero su un punto in particolare: procura e parte civile (i Poggi, l'altra accusa) indicano due orari diversi del delitto ma un solo colpevole, sempre Alberto. Già da questo, per la difesa si deduce che l'impianto accusatorio è un castello di carte. A inizio udienza (sempre a porte chiuse, per il rito abbreviato) già l'avvocato Giuseppe Colli avrebbe ironizzato su Alberto 'super-killer che può uccidere in qualunque momento", per sottolineare la confusione sul fronte accusatorio. Poi è iniziato l'intervento del professor Giarda, dedicato in prima battuta all'ora del delitto. A inizio indagine, per la difesa era fra le 9 e le 10 del 13 agosto 2007. L'indicazione di ieri non la cambiava di molto: «Fra le 9.10 e le 10.30, con maggior centratura fra le 9.30 e le 10». L'alibi di Alberto inizia alle 9.36, con l'inizio dell'attività sul computer durata fino alle 12.20. Tutte le parti oggi lo ammettono come dato di fatto. Ma prima delle nuove nuove perizie chieste dal giudice, per l'accusa l'uso del pc era inesistente, e l'ora di morte fra le 10,30 e mezzogiorno. «C'è l'alibi, ma Alberto dev'essere colpevole a tutti i costi perché si è sempre indagato a senso unico - ha detto Giarda - quindi si sposta l'ora del delitto pur di farlo condannare, adattando indizi e prove a piacimento. Ma non c'è una versione sola per la nuova ora del delitto, addirittura due». La procura secondo Giarda «corre dietro alle emergenze e cambia continuamente idea, partendo da una domanda iniziale: se non lui, chi?». Nella precedente udienza il Pm Muscio ha spostato in avanti l'ora del delitto, fra le 12.46 e le 13.27, nel secondo 'buco" dell'alibi di Stasi, circoscritta da due telefonate dal fisso di casa Stasi al cellulare di Chiara. Anche i Poggi credono Alberto colpevole: sono parte civile al processo e chiedono 10 milioni di euro per risarcimento. Il loro legale però colloca l'ora di morte nel primo 'buco" dell'alibi, fra le 9.12 - quando si sgancia per l'ultima volta l'allarme di villa Poggi - e le 9.36 quando inizia l'alibi dato dal pc. «Nessun contrasto o confusione nell'accusa: in questo modo, il giudice ha una doppia alternativa su cui riflettere», ha spiegato l'avvocato dei Poggi, Gianluigi Tizzoni. Al contrario: «Si cerca prima il colpevole, poi le prove della sua colpevolezza», ha commentato a fine udienza Giuseppe Colli, uno degli avvocati di Stasi. Aggiungendo: «Come si può sostenere che il quadro accusatorio è grave, preciso e concordante, quando ci sono due ore del delitto per un solo presunto colpevole?»