Emilio Longoni tra Divisionismo e Simbolismo Retrospettiva alla Galleria d'arte moderna

MILANO.Nature morte, fanciulle, paesaggi, rivolte operaie. A 150 anni dalla nascita di Emilio Longoni (1859-1932) Milano celebra il pittore con una bella retrospettiva. 'Emilio Longoni. 2 collezioni" raccoglie (fino al 31 gennaio alla GAM) 23 dipinti dalle collezioni della GAM e della Banca di Credito Cooperativo di Barlassina, paese natale dell'artista. Curata da Giovanna Ginex, la mostra costruisce un percorso tra Divisionismo e Simbolismo intorno ai temi tipici delle diverse fasi: dalle nature morte ai ritratti e alle figure, fino alle opere di impegno sociale e ai paesaggi di montagna che caratterizzano l'ultima produzione. Dalle radiografie delle tele si è scoperto che sotto la bella natura morta con 'Cocomeri e poponi" del 1886 era stata precedentemente dipinta una figura femminile: uno studio accademico che Longoni, ancora giovane e povero, fu costretto a sacrificare per soddisfare la commissione giunta dalla famiglia Treves.
Gli anni Novanta, nei quali l'artista finalmente conosce il successo, sono segnati dalla nascita della tecnica divisionista. 'Trasparenze alpine" presenta 17 strati pittorici, mentre 'L'Isola di San Giulio", iniziato nel 1894, viene ossessivamente rielaborato senza sosta per dieci anni. Il capolavoro del divisionismo italiano resta però l'"Oratore dello sciopero", dipinto in occasione del primo maggio 1890 a Milano. All'alba del nuovo secolo Longoni si converte al buddismo e si concentra sulla pittura di paesaggio. Il 'Ghiacciaio in ombra" del 1909 è un perfetto esempio della sua pittura atmosferica che si spinge fino ai limiti dell'astrazione.