«Prima vaccinare i bimbi a rischio, poi tutti gli altri»

ROMA.Pasquale Di Pietro, presidente della Società italiana di pediatria, attaccato pubblicamente e con durezza dal sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, durante la conferenza stampa di lunedi, cerca di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Ma non nasconde di essere rimasto costernato dai toni di una polemica 'nata da un equivoco".
Dottor Di Pietro, ci spieghi cosa è accaduto.
«Voglio credere che si tratti di un difetto di comunicazione, visto che il protocollo sulla vaccinazione, e le procedure di fronte all'emergenza dell'influenza A, l'abbiamo stabilito tutti insieme».
Fazio lo ha accusato di fare allarmismo con la sua esortazione a vaccinare i bambini.
«Appunto. Parlo di difetto di comunicazione perché io ho detto le stesse cose che dice il ministero e l'Istituto superiore di sanità. E cioè, vaccinare subito i bambini a rischio, cioè con patologie su cui il virus può avere una presa pericolosa. Successivamente, ho detto, vaccino per tutti i bambini. Quindi sono rimasto molto sorpreso. Cosi come se andiamo a leggere bene la nota della Federazione nazionale dei pediatri, che Fazio ha pubblicamente ringraziato, non vengono dette cose diverse dalle nostre».
Difetto di comunicazione da parte di chi?
«Credo da parte di chi ha 'raccontato" al viceministro i contenuti delle mie dichiarazioni, mi sembra chiaro. Ma è stato solo un malinteso, anche se dobbiamo renderci conto che la comunicazione in queste emergenze è fondamentale per chi opera, ma soprattutto per i cittadini e per le famiglie che devono ricevere messaggi chiari».
C'è disorientamento soprattutto tra i genitori. Come pediatri siete sotto pressione?
«Stiamo lavorando molto, c'è ansia e psicosi. Il percorso è però molto chiaro: i bambini a rischio devono essere vaccinati subito e poi tutti gli altri. Speriamo che questa seconda fase inizi prima possibile, senza che queste parole siano scambiate per un allarme».
Quando la vaccinazione di massa?
«Questo non compete a noi, il ministero e le regioni stanno lavorando anche per la calendarizzazione delle vaccinazioni. Comunque secondo le ultime notizie che ho sentito dovrebbe cominciare intorno a dicembre-gennaio. E voglio aggiungere che dobbiamo tutti mantenere la calma e non scendere sul campo delle polemiche, non cercare divisioni. D'altronde noi siamo i primi a renderci conto dei problemi di produzione del vaccino, della distribuzione, insomma di tutta la catena che conduce fino alla vaccinazione».
In Italia stiamo scontando ritardi?
«Beh, anche questa domanda dovrebbe essere rivolta al sottosegretario. Noi siamo un'associazione scientifica, non politica, quindi cerchiamo di fare al meglio il nostro lavoro». (p.ca.)