«Niente soldi per i precari licenziati»
PAVIA. Le misure anti-crisi per i collaboratori a progetto? Nessuno a Pavia ha potuto utilizzare i fondi. Lo denunciano Donata Ferrari e Mauro Braghin del Nidil Cgil e dell'Alai Cisl, i sindacati dei lavoratori «flessibili». «I requisiti sono talmente numerosi e complessi che è difficile riuscire a collezionarli tutti. Persino dall'Inps mancano informazioni adeguate» spiega Ferrari.
I co.co.pro che perdono il lavoro avrebbero diritto al 20% del reddito percepito nel 2008 e per gli anni successivi al primo al 10%. La somma viene liquidata in un'unica soluzione ai collaboratori senza partita Iva (iscritti alla gestione separata Inps), che al momento del licenziamento lavorino solo per un committente, abbiano avuto l'anno precedente un reddito compreso tra 5mila euro e il minimo contributivo e versato alla gestione separata da 3 a 10 mensilità: «è difficile avere tutti questi requisiti contemporaneamente, sono esclusi i collaboratori del settore pubblico e chi ha perso il lavoro negli ultimi mesi del 2008. Inoltre come reddito massimo si conteggiano 13.810 euro per il 2008, mentre 10 mensilità contributive corrispondono a un reddito inferiore», critica Ferrari.
Bisogna fare domanda entro 30 giorni dal licenziamento e dichiarare l'immediata disponibilità al lavoro o a un percorso di riqualificazione. Problemi anche per il sostegno al reddito di 1.300 euro una tantum per interinali stabilito con l'accordo del 13 maggio da Assolavoro, ministero e sindacati. L'interinale deve aver lavorato almeno 78 giorni dal 1º gennaio 2008, essere disoccupato da 45 giorni e non beneficiare di altro sostegno: «L'accordo prevede la collaborazione delle agenzie per il lavoro ma la comunicazione è difficile», spiega Braghin. Le agenzie convenzionate (Adecco, Gi group, Manpower, Obiettivo lavoro) devono mettere a disposizione dell'Inps i dati anche se il lavoratore non è cliente: «Le domande si fanno attraverso Alai, Nidil, Cpo e le agenzie per il lavoro associate ad Assolavoro dove in 5 giorni si può firmare il patto di attivazione» conclude Braghin. (a.gh.)