Fia e Fota a colpi di ultimatum

I n una vicenda che fin qui conta solo ultimatum ma nessuna vera conclusione, oggi potrebbe essere un altro giorno importante. Il condizionale, appunto, è d'obbligo, visto che tra Fia e Fota ogni tipo di accordo sembra in realtà ancora lontano.
Oggi dunque dovrebbe essere comunicato l'elenco definitivo delle scuderie che prenderanno il via nel mondiale 2010.
Dovrebbe essere chiarita la posizione delle scuderie Fota che si sono iscritte con riserva, mentre da parte di Ferrari, Red Bull e Toro Rosso ci si attende, in caso di distanze inalterate, un ulteriore rifiuto a partecipare al prossimo campionato, pur se iscritte d'ufficio.
Max Mosley alle scuderie da lui giudicate ribelli nei giorni scorsi ha proposto: «Iscrivetevi, le regole poi potranno essere cambiate».
Ma come fidarsi del presidente della Federazione internazionale, che sembra cambiare idea se non ogni giorno, quasi? L'ultimo esempio solo ieri quando ha fatto una offerta finale alle scuderie ribelli.
In una lettera inviata ai team, Mosley ha proposto di modificare le norme pubblicate per il 2010 in maniera che il cosiddetto «budget cap» salga dagli attuali 45 milioni a 100 milioni di euro, per poi passare nel 2001 a 40 milioni.
Posizione del resto già ventilata nelle settimane scorse prima di tornare su posizioni più rigide.
Mosley propone anche che il patto della Concordia scaduto nel 1998, sia rinnovato fino al 2014, e di non aver niente in contrario alla richiesta della Fota di modificare il sistema di processi tra cui la Corte d'Appello Internazionale.
Le scuderie dell'associazione presieduta da Luca di Montezemolo, in realtà, segnali concilianti li hanno anche inviati nei giorni scorsi, la risposta di Mosley è stata appunto deludente.
E cosi, più che oggi, il giorno cruciale potrebbe essere davvero quello del 24 giugno, quando si terrà il prossimo consiglio mondiale dellla Fia: difficile ipotizzare un colpo di mano che esautori Mosley dal guidare la federazione, ma certo potrebbe essere il momento, forse l'ultimo utile, per fare definitivamente il punto su una vicenda durata anche troppo. (d.p.)