Tra le vittime anche 10 italiani e manager Michelin e Thyssen
ROMA.Prima cinque. Poi di certo tre. Poi dieci, nove e infine ancora dieci. È stata una giornata di angoscia, di attesa e di grande incertezza quella vissuta ieri all'Unità di crisi della Farnesina. Ed è stato soltanto a tarda sera che sono cominciate ad arrivare le prime conferme ufficiali sul numero e i nomi degli italiani a bordo dell'Airbus 330 Air France scomparso nell'Atlantico.
Le prime tre conferme sono state quelle arrivate dal Trentino, poi in serata si sono aggiunti i nomi di due coniugi veneziani di 50 anni, Enzo Canalettie Angela Cristina de Oliveira. Con loro il veronese Agostino Cordiolidi 73 anni. Ancora tre altoatesini di San Candido, Alexandr Paulitsche Georg Lercher, il terzo nome non è stato ancora comunicato, e una signora bolognese di 55 anni, Claudia Degli Esposti, responsabile marketing di una agenzia regionale di sviluppo, in viaggio di lavoro in Brasile.
Ma ci sono volute molte ore prima che l'Air France rendesse pubblico anche solo l'elenco con le 33 diverse nazionalità dei 216 passeggeri imbarcati sul volo inghiottito dagli abissi (228 persone incluso l'equipaggio). E altrettanto lungo e impegnativo è stato il lavoro dei funzionari del ministero degli esteri chiamati a verificare i nominativi dei dispersi e a rintracciare tutte le famiglie da informare. Tra queste anche quella del passeggero con doppia cittadinanza (probabilmente la de Oliverira) che le autorità francesi avevano in un primo tempo inserito nella lista dei brasiliani e che invece è diventato il decimo italiano.
A bordo del volo Air France scomparso c'erano anche alcuni manager della ThyssenKrupp e della Michelin. Secondo fonti del gruppo tedesco infatti era in viaggio verso Parigi il presidente della Companhia Siderurgica do Atlantico membro del board di ThyssenKrupp, Erich Heine. Il gruppo dei pneumatici francese Michelin invece fa sapere che erano a bordo dell'Airbus il presidente della filiale del Sud America, Luiz Roberto Anastacio, il direttore esecutivo, Antonio Gueiros, e uno dei direttori del gruppo in Francia Christine Pieraerts.
Al contrario c'è anche chi è stato baciato dalla fortuna. Un medico francese e la moglie dopo aver fatto di tutto per imbarcarsi sull'aereo dell'Air France scomparso sull'Atlantico ma il volo era pieno. «Siamo dei miracolati, volevamo essere su quell'aereo a tutti i costi e invece siamo rimasti a terra qui a Rio de Janeiro», ha raccontato il professor Claude Jaffiol. «Eravamo a Brasilia e avevano deciso di accorciare il nostro soggiorno e di rientrare a Montpelier, abbiamo smosso mare e monti per trovare un posto ma non c'è stato niente da fare», ha proseguito Jaffiol riconoscendo di aver «avuto una fortuna incredibile, pensando a quello che poi è successo io e mia moglie ci siamo molto spaventati e il nostro pensiero è andato a quelli che su quell'aereo, invece, purtroppo erano saliti».
Tra questi si trova anche il discendente della casa imperiale brasiliana, il principe Pedro Luis de Orleans e Braganza, di 26 anni, quarto in linea di successione all'ipotetica corona e nipote di Pedro II, che aveva visitato parte della famiglia in Brasile e faceva ritorno in Belgio. (a.g.)