Stage in montagna con i disabili
PAVIA.Venti allievi del centro di formazione professionale del comune di Pavia gestiranno per una settimana dal 26 giugno al 3 luglio il rifugio alpino Alpe Corte a Valcanale d'Ardesio in provincia di Bergamo. Grazie a un finanziamento regionale, cinque alunni per ognuna delle tre terze e di una quarta impareranno a far funzionare un rifugio alpino speciale perché situato in alta montagna a 40 minuti di cammino dalla strada e aperto ai disabili. Tra i venti selezionati «non ci sono solo i più bravi, ma anche chi ha fatto i migliori progressi nei tre anni o non è mai andato in montagna o in vacanza. Tra di loro, anche un disabile per classe» ha spiegato la professoressa Alessandra Gasparini che con Giacomo Cirillo, Paola Pellegrini, Piera Bianco e Lia Casale accompagnerà i ragazzi per l'intera durata del soggiorno. La preside Maria Assunta Cescon con il commissario prefettizio Maria Laura Bianchi ha presentato il progetto sottolineandone il valore formativo dal punto di vista professionale e umano per allievi che, spesso, vengono da situazioni difficili. «Quest'esperienza avvicinerà i ragazzi a un ambiente naturale e culturale particolare e in una settimana avranno l'opportunità di sviluppare le capacità apprese e di assumersi la responsabilità di una struttura affiancati dai responsabili Cai» ha spiegato il commissario. Il rifugio ha 24 posti letto e 70 coperti, ma durante la settimana pavese i ragazzi dovranno servirne 140 a pasto perchè saranno meta di gite da parte di tutti i Grest della diocesi di Bergamo. Paolo Valoti del Cai di Bergamo ha spiegato che la collaborazione è nata dall'esigenza di creare opportunità per i giovani in un campo forse sconosciuto e dall'idea che la montagna sia anche un mezzo di promozione umana: «Il rifugio è un luogo d'incontro, di accoglienza, abitua alla scomodità e alla parsimonia di spazi e risorse». Il rifugio è stato acquisito dal Cai di Bergamo nel 1945, e fino a pochi anni fa era gestito da una famiglia. Ora i volontari sono al lavoro per abbattere le barriere architettoniche e, spiega Filippo Ubidi, è stato ricavato un sentiero panoramico accessibile anche alle carrozzelle. I ragazzi del Cfp specializzati nella gestione del bar, della ristorazione e della panetteria si occuperanno non solo di cucinare e servire ai clienti, ma avranno anche delle serate di incontro con esperti e formatori della zona. A coordinare i giovani cuochi sarà Angelo Antonio D'Oro, un vogherese trapiantato a Bergamo. (a.gh.)