Montezemolo a Monaco, team riuniti sul budget
S e la Formula 1 diventa la Formula 3, non corriamo. All'indomani della sentenza negativa di Parigi, che ha respinto il ricorso della Ferrari contro il nuovo regolamento della Federazione internazionale dell'automobile (Fia), che introduce un budget di 44 milioni di euro per la prossima stagione, Luca Cordero di Montezemolo ha rilanciato ieri da Roma, entrando all'assemblea di Confindustria, le proprie carte sul tavolo da gioco di Montecarlo dove oggi presiederà una riunione con tutti i responsabili dei team di Formula 1 riuniti nella Fota.
Potrebbe essere l'incontro decisivo per mettere la parola fine a una telenovela che dura da troppo tempo e che sta minando, come la spy-story, la credibilità dell'intero movimento sportivo. Le scuderie dovranno prendere una posizione definitiva, anche perchè il 29 maggio scadrà il termine dell'iscrizione al campionato 2010 imposto da Max Mosley. Nessuno vuole ammettere che potrebbe esserci un faccia a faccia chiarificatore tra Montezemolo e Mosley. Il problema è capire quando potrebbe avvenire. L'ipotesi più accreditata è che potrebbe esserci già nella serata odierna, subito dopo la decisione presa dai team, o domani mattina. Chi ha svolto ieri il ruolo di «apripista» all'incontro delle scuderie è stato Flavio Briatore, che nel suo Motorhome ha visto vari team principal, tra cui Stefano Domenicali (Ferrari), Christian Horner (Red Bull) e Martin Whitmarsh (McLaren). «Non bisogna metterla sul piano personale Mosley-Montezemolo», ha tenuto a sottolineare il team manager della Renault. «La Ferrari - ha precisato - rappresenta i team, cioè la Fota. Stiamo lavorando per trovare una soluzione che sia giusta per tutti. Quel che serve è una governance adeguata». La situazione che si è venuta a creare preoccupa anche il patron del Circus, Bernie Ecclestone, l'uomo che detiene i diritti commerciali e dispensa camion di milioni per le scuderie. «Non voglio che lascino», ha detto facendo riferimento alla Ferrari. Il manager inglese ha inoltre detto che oltre 70 team sono entrati e usciti dalla F1 fin dall'inizio, ma le uniche persone coerenti sono state quelle del Cavallino «perche' ci sono state fin dal primo giorno. Quindi - ha aggiunto - non vogliamo perdere la Ferrari». Ecclestone è tuttavia pessimista sul fatto che tutte riescano ad iscriversi: «Dobbiamo aspettare e vedere ma probabilmente la maggior parte dei team non si iscriveranno. Noi andremo avanti». Ma non è l'unico ad essere preoccupato. «Se la fuga dalla F1 dovesse riguardare non solo la Ferrari, ma anche la Renault e, come sembra, altre case importanti, io penso di poter garantire che la Rai, come altre grandi tv, farebbe un'azione legale per rivedere il contratto», ha dichiarato ieri il direttore di Raisport, Massimo De Luca. «Una F1 svuotata della sua stessa storia - ha proseguito De Luca - non avrebbe più lo stesso richiamo che esercita adesso. Abbiamo comprato un prodotto con certe caratteristiche e lo si è pagato tantissimo, ma ci si ritrova in mano un prodotto impoverito».