Gli abitanti: «Una vicenda inaudita»
LOMELLO.Al bar Teodolinda, sulla via principale del paese, circola la voce della rapina ai danni di una bambina di 9 anni, avvenuta mercoledi in via Marconi. «Me lo ha raccontato un cliente, è una cosa molto grave», sbotta il titolare, Carlo Grassano. Interviene la figlia Michela: «In questi ultimi anni c'è stato un aumento della microcriminalità, ma questa è una vicenda inaudita, senza precedenti». Dice si la mamma, Maria Rita Zerbini. Sulla stessa lunghezza d'onda un avventore del locale pubblico, Armedo Piva. Alza la testa dal giornale e dice: «A me sembra che esista un problema di sicurezza generalizzato, non solo qui a Lomello, dove comunque servirebbe più forze dell'ordine. Le cose vanno peggio in generale, e la colpa non è soltanto dei delinquenti, dei poco di buono. Il tracollo dei valori si vede anche dall'inosservanza delle regole, che porta all'anarchia. Insomma, ognuno ormai fa quel che crede». Una donna di mezz'età, che chiede di restare anonima, parte lancia in resta contro il rapinatore della bambina: «Certa gente bisogna metterla in galera e gettare via la chiave. Spero che il farabutto finisca dentro per un po' di tempo, a sapere che ci sono persone cosi in giro, che minacciano con un coltello una piccola di soli 9 anni, ti corre un brivido su per la schiena». Ma non tutti sono allarmati, non tutti pensano che la rapina sia la spia della mancanza di sicurezza. «Non ho l'impressione che le cose vadano peggio», dice sicuro Omar Splendore. Un'opinione condivisa da un uomo che chiede di restare anonimo: «La rapina è un caso isolato, qui a Lomello si sta ancora tranquilli. Basta andare in qualche paese vicino per rendersi conto che questa resta un'isola felice. Certo l'episodio in sé fa rabbia».