VIGEVANO. Accuse troppo deboli per una condanna. Difesa non sufficiente per una piena assoluzione. Insomma, indagini incomplete e tutto da rifare. Mesi di indagini, migliaia di pagine, decine di perizie e il processo per lomicidio di Garlasco ritorna sui suoi passi. Ieri il giudice Stef
Lorella Gualco
VIGEVANO. Nessuna sentenza sul delitto di Garlasco: il giudice Stefano Vitelli dispone una serie di perizie, convoca testimoni, dispone un altro sopralluogo sulla scena del crimine. E di fatto riapre lindagine chiusa sette mesi fa, dichiarando che ci sono «atti di polizia giudiziaria me
Anna Mangiarotti
VIGEVANO. «E un calvario per la famiglia Poggi e per quel ragazzo che è rovinato. Per tutti quelli coinvolti in questa storia è una sofferenza terribile». La signora e il marito hanno atteso la sentenza sul giallo di Garlasco nel cortile del tribunale. Potrebbero essere parenti di Alber
VIGEVANO. Dalla nebbia di febbraio al sole di aprile, in mezzo nove udienze con per decidere il destino di Alberto Stasi. Che rimane in bilico. 24 febbraio. Si apre ludienza preliminare per il delitto di Garlasco e per il procedimento collaterale che vede Alberto imputato di detenzione
GARLASCO. Mille persone piangevano per Chiara nella chiesa della Beata Vergine Assunta. Era il 18 agosto 2007, un sabato. Il giorno dei funerali e del dolore dopo il giorno del sangue, il 13 agosto, quando la ragazza fu trovata assassinata. Tra le mille persone venute a salutare Chiara p
GARLASCO. Lo hanno indagato il 20 agosto 2007 per lomicidio volontario della fidanzata, aggravato da «crudeltà e sevizie sulla vittima». Dai carabinieri è stato interrogato in tutto tre volte - una da indagato - per 34 ore complessivamente. Senza mai cedimenti emotivi, a parte un breve
GARLASCO. Lassassinio di Chiara ha negato ai Poggi il diritto alla normalità. Il padre Giuseppe, la madre Rita e il fratello Marco sono stati estromessi anche letteralmente da ciò che compone la vita quotidiana di una famiglia: gli affetti, la sicurezza, la casa. La villa di via Pascoli
MILANO. «Sono lieto di annunciare che Fiat e Chrysler hanno raggiunto laccordo». Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, parla alle 12 (in Italia erano le 18). La tanto attesa firma è arrivata anche se ci sono stati ostacoli e intoppi fino allultimo, anche se per circa 2 mesi la so
MILANO. Commenti euforici e commenti preoccupati alla notizia dellaccordo fra Fiat e Chrysler. Euforico è il ministro Scajola: «Laccordo è un motivo di orgoglio per tutto il Paese perchè conferma che lItalia è apprezzata allestero anche per la sua capacità innovativa e manageriale de
MILANO. Fatto laffare con Chrysler, Fiat potrebbe puntare a un pezzo di General Motors, laltra grande industria di Detroit. Ne parliamo con Paolo Barrai, consulente industriale e finanziario indipendente. Il topo si sta mangiando il gatto? Prima era la Gm che voleva prendersi la Fiat.