Nove tappe verso la grande attesa
VIGEVANO.Dalla nebbia di febbraio al sole di aprile, in mezzo nove udienze con per decidere il destino di Alberto Stasi. Che rimane in bilico.
24 febbraio.Si apre l'udienza preliminare per il delitto di Garlasco e per il procedimento collaterale che vede Alberto imputato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. I pubblici ministeri Rosa Muscio e Claudio Michelucci chiedono di unificare i due processi. L'avvocato di parte civile Gianluigi Tizzoni si associa alla richiesta, ma il giudice Stefano Vitelli respinge l'istanza. Pm e parte civile chiedono il rinvio dell'udienza per poter esaminare la memoria di 600 pagine depositata il giorno prima dalla difesa.
7 marzo.I pm replicano alla memoria della difesa presentando una nuova relazione dei Ris, una del consulente informatico Piero Boccardo e una del medico legale Marco Ballardini. La parte civile consegna le controdeduzioni del consulente Marzio Capra e la consulenza dell'esperto informatico Paolo Reale, cugino di Chiara Poggi.
13 marzo.I difensori Angelo Giarda e Giuseppe Colli presentano sette eccezioni.
17 marzo.Il giudice respinge tutte le eccezioni tranne quella relativa all'inutilizzabilità di alcune intercettazioni in cui Alberto parla con i legali. Ma il Gup si riserva di valutare la possibilità di ordinare nuove perizie in particolare sul computer di Alberto. Nella stessa udienza i pm Muscio e Michelucci chiedono il rinvio a giudizio di Stasi sia per l'omicidio che per il materiale pedoporno.
28 marzo.Alberto Stasi prende la parola e chiede il giudizio abbreviato. Il caso di omicidio passa quindi dalla fase dell'udienza preliminare a quella del processo, mentre per il materiale pornografico si resta nell'ambito dell'udienza preliminare.
9 aprile.Il pubblico ministero Rosa Muscio conclude la sua requisitoria chiedendo la condanna a 30 anni per omicidio volontario aggravato da crudeltà e sevizie. L'avvocato di parte civile Gianluigi Tizzoni chiede un risarcimento di 10 milioni a favore dei familiari di Chiara Poggi. Comincia l'arringa della difesa.
18 aprile.Si conclude, dopo 12 ore complessive, la lunga arringa dei difensori Angelo Giarda e Giuseppe Colli che chiedono l'assoluzione con formula piena dall'accusa di omicidio per non aver commesso il fatto. L'avvocato difensore Giulio Colli chiede il proscioglimento per il raeto di detenzione di materiale pedopornografico.
28 aprile.Repliche del Pm e della parte civile che si concludono alle 18.
30 aprile.L'udienza si apre con le repliche sul procedimento per il materiale pedopornografico. Quindi la parola passa ai difensori per le repliche sul caso di omicidio. Alle 15.35, il giudice si ritira in camera di consiglio per decidere sui procedimenti. Ne uscirà con la decisione di rivedere nella sostanza la struttura del processo. (l.g.)