In Cina per scoprire chi è la rivale della Brawn


O ra che chiarezza è stata fatta sui diffusori di Brawn, Toyota e Williams e che le diatribe regolamentari si sono (forse) esaurite una volta per tutte, si può guardare a quello che sarà davvero la stagione della Formula Uno. A partire dal Gp della Cina, che avrà il compito importante di chiarire chi possa ergersi al ruolo di avversaria di quella che, oramai è chiaro, è la vettura migliore del lotto, la Brawn Gp.
Non lo sarà a meno di miracoli, la Ferrari. Che già deve cedere il passo a vetture 'ortodosse" come Red Bull e Bmw. Figuriamoci ora che i diffusori col buco sono stati giudicati regolari dalla Fia.
Nella primissima reazione post sentenza, il direttore della Gestione Sportiva di Maranello, Stefano Domenicali, è stato piuttosto esplicito: «Moltiplicheremo i nostri sforzi per riportare la squadra al massimo livello di competitività, un impegno che richiederà tempo e denaro».
In pratica è una Ferrari che da qui in avanti, fino che anche la F60 non sarà dotata anch'essa di un diffusore simile a quello finito sotto inchiesta, dovrà correre in difesa, raccogliendo punti qua è là nella speranza di non accumulare un ritardo eccessivo e quindi di poter ritornare in corsa una volta ritrovata la competitività.
In questo senso è andata bene che la Malesia sia stata interrotta e che siano stati assegnati metà punteggi (Button sarebbe a 20 punti, la Brawn a 32). A quando la nuova Ferrari? Difficile a dirsi. Se ci sono monoposto che sembrano in grado di adeguarsi fin da questo fine settimana (tra queste ci sarebbero McLaren e Renault) per la Ferrari la soluzione potrebbe essere più complessa e chiamarebbe in causa la posizione del differenziale. La scatola del cambio sarebbe più bassa rispetto a quelle di altre monoposto, intervenire per dotare la Rossa di un retrotreno 'col buco" se non equivale a rifare mezza vettura poco ci manca. Da qui appunto il richiamo di Domenicali alla necessità di trovare tempo e denaro per tornare competitivi. E resta comunque da vedere se basterà l'introduzione di un simile accorgimento per rendere efficace una vettura comunque in grande difficoltà, con pochissimo carico aerodinamico, o se le novità da introdurre saranno diverse. Forse per questo, magari presagendo un giudizio negativo da parte della Corte d'appello Fia, la Ferrari ha creato un nuovo gruppo di lavoro a Maranello nel quale ha inserito anche Baldisserri.
In quanto alla decisione presa dalla Fia, il reclamo presentato da Ferrari (e anche da Red Bull, Renault e Bmw) era legittimo. In effetti le vetture ora ufficialmente legali, sembravano contrarie allo spirito stesso del regolamento che tra le altre cose chiedeva minor carico aerodinamico e possibilità di sorpassare più facilmente. Ma non è la prima volta che soluzioni al limite del regolamento fanno la storia della Formula Uno.

Davide Portioli