Produzione industriale in caduta libera: -23,7%
ROMA. È una caduta senza fine quella dell'industria italiana. A febbraio la produzione è crollata del 23,7%, ennesimo calo a due cifre ed ennesimo risultato che entrerà negli annali negativi. Il dato è infatti il peggiore dal 1990. Il calo è attenuato, ma di poco, se non si considerano gli effetti di calendario. Depurato dal giorno di lavoro in meno, la discesa è infatti del 20,7%. E ancora un segno meno è quello della variazione mensile: tra gennaio e febbraio la produzione è diminuita del 3,5%, mettendo a segno la decima contrazione consecutiva da maggio 2008 ad oggi.
Ha inciso la caduta libera del settore auto: a febbraio la produzione di autoveicoli ha avuto una debacle del 42% rispetto all'anno prima. Ma il crollo è stato generalizzato: i dati corretti mostrano per la metallurgia e i prodotti in metallo un calo del 34,5%, per i mezzi di trasporto del 32,5%, per la gomma, materie plastiche e minerali non metalliferi del 28,3%. A soffrire sono stati soprattutto i beni intermedi. Per metallurgia di base, stoffe, gomma, chimica e la gran parte dei manufatti il calo in un anno è stato del 30,2% e in solo mese del 6,5%. La discesa continua a essere invece più lenta per i beni di consumo, in particolare per i non durevoli. I sindacati temono ora le conseguenze sociali. «La situazione è drammatica» sottolinea il segretario della Fiom, Gianni Rinaldini, mentre per Antonino Regazzi, numero 1 della Uilm, non si è ancora toccato il fondo. Tese a rassicurare le parole del ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola: «I dati di oggi sono vecchi» e già da maggio si cominceranno a sentire i benefici degli incentivi per le auto. Scajola ha convocato un tavolo di trattativa.
LA BCE.L'economia mondiale è in profonda recessione e per vedere i primi segnali di una ripresa graduale bisognerà attendere il prossimo anno. Prezzi e inflazione continuano a raffreddarsi e ciò sostiene il reddito disponibile reale e quindi i consumi. Ai governi spetta comunque il compito di fare particolare attenzione alle misure anticrisi adottate, con un uso della spesa pubblica più efficiente che garantisca la sostenibilità dei conti pubblici.
È, a grandi linee, il quadro dipinto dalla Banca Centrale Europea. Le prospettive per l'economia mondiale sono caratterizzate da livelli molto elevati di incertezza, «ma i rischi appaiono ora complessivamente più equilibrati».
MANAGER NEL MIRINO.Tre manager Fiat «sequestrati» dai lavoratori a Bruxelles, all'interno del centro vendite Fiat Chausse de Louvain. I tre dirigenti Fiat, un italiano e due belgi, entrati in azienda per partecipare alla trattativa iniziata a mezzogiorno e finita alle 13.30, sono stati trattenuti fino alle 18,30, quando sono usciti senza rilasciare alcuna dichiarazione. La trattativa riguarda il taglio di 24 dipendenti su un totale di 90 ed è iniziata a dicembre, quando la Fiat ha reso noto le sue decisioni. Quello che emerge è che non si sia trattato di un vero e proprio sequestro, ma di un intervento dimostrativo da parte dei sindacati e dei lavoratori, sulla linea dei diversi bracci di ferro, in questi ultimi mesi, tra maestranze e dirigenti d'azienda.