Ruspe in Ticino, la Finanza indaga
ZERBOLO'La Guardia di finanza di Vigevano ha aperto un'inchiesta ambientale sulle tre ruspe abbandonate ormai da sette mesi nelle acque del Ticino. Gli uomini del colonnello Domenico Grimaldi hanno contattato i responsabili delle due ditte proprietarie dei mezzi e hanno chiesto spiegazioni per la lunga permanenza in acqua.
La rimozione dovrebbe avvenire la prossima settimana ma, in caso contrario, ci potrebbero essere conseguenze da un punto di vista penale. Il reato ipotizzato sarebbe quello di smaltimento illecito di rifiuti speciali.
Le ruspe sono terminate in acqua vicino al ponte in chiatte tra il sette e l'otto settembre scorso a causa di una piena del fiume. Le ditte stavano eseguendo lavori per conto dell'amministrazione provinciale per posizionare i detriti sotto il ponte.
L'obiettivo era di uniformare la morfologia del fondo del Ticino per evitare problemi al passaggio delle automobili sul ponte in chiatte. Ma la piena aveva trascinato via le ruspe che sono rimaste bloccate sul fondo per diversi mesi. Adesso i finanzieri hanno aperto un'inchiesta ambientale preliminare per capire se le ruspe sono in stato di abbandono oppure se non sono state rimosse solo per difficoltà legate alle condizioni ambientali.
In caso di rimozione l'inchiesta verrebbe chiusa senza conseguenze, ma se le ruspe dovessero restare ancora in acqua i finanzieri potrebbero ipotizzare conseguenze da un punto di vista penale. I rifiuti speciali, infatti, non possono essere smaltiti al di fuori di determinate condizioni. Un primo tentativo di tirare fuori le ruspe era fallito per le pessime condizioni del fiume. I militari della Guardia di Finanza hanno già sentito informalmente i titolari delle ditte ma, se il problema non dovesse essere risolto, nei prossimi giorni potrebbero iniziare veri e propri interrogatori. (a.a.)