La testa di un capriolo nel giardino di casa
BR b GODIASCO./bb Hanno ammazzato un cucciolo di capriolo: poi gli hanno tagliato la testa, una zampa, e hanno abbandonato quei macabri reperti a poca distanza dalla casa di un'ambientalista. A scoprirli è stata la donna, mentre si recava al lavoro. Il giorno dopo sulla neve sono state trovate le tracce lasciate dalla madre del cucciolo: era andata a cercarlo, ha trovato solo l'odore del sangue.BR /b «E' accaduto nei giorni scorsi - afferma Giorgina Aresu, una donna di 40 anni che abita a Godiasco in località Malaspina - Saranno state le 15.30. Sono uscita per andare a Voghera, e ho imboccato la strada di casa mia, una sterrata che si trova in zona Bertignana. E' una via privata, non è di passaggio. Ero quasi alla fine quando ho visto un nugolo di corvi che si accalcava su qualcosa, nel campo al margine della strada. Sembrava una scena da film: c'erano troppi uccelli perchè fosse una cosa normale. Perciò sono scesa dall'auto e sono andata a vedere. Quando mi sono avvicinata i corvi si sono alzati in volo e sono scappati. Quello che ho visto è stato raccapricciante: nel fango del campo c'erano la testa di un cucciolo di capriolo e una delle sue zampe. Qualche cacciatore di frodo aveva ucciso quel povero animale da qualche altra parte, lo aveva fatto a pezzi e poi si era liberato di quei macabri resti vicino a casa mia». Perchè dice che l'animale era stato ucciso altrove? «Non c'era sangue, li attorno - risponde Giorgina Aresu - Inevitabile pensare che quella povera bestia era stata macellata da un'altra parte. La testa era stata tagliata di netto, evidentemente da qualcuno che lo sapeva fare e che aveva gli attrezzi adeguati a farlo. Io sono vegetariana e vicina agli animalisti, non ucciderei neppure una mosca: immaginatevi il raccapriccio che ho provato nel vedere quella scena». Cosa ha fatto? «Ho scattato quattro fotografie con il cellulare e poi sono andata dalla forestale di Rivanazzano per denunciare l'accaduto. E' la prima volta che accade una cosa del genere, anche se dalle nostre parti ci sono parecchi cacciatori. Trovo spesso animali feriti: anatre, piccoli rapaci o lepri. Di solito li porto dal veterinario di Torrazza per farli curare: stavolta ho potuto solo presentare una denuncia contro ignoti». Come da accordi con il settore faunistico e naturalistico della provincia di Pavia, i resti del capriolo sono stati recuperati da Gianluca Percivalle, agente di vigilanza venatoria dell'Atc 5, e poi inviati a un inceneritore. «Ma la guardia non ha potuto venire subito - conclude Giorgina Aresu - E' venuta alla Cascina Malaspina solo la mattina dopo. Cosi, sulla neve, al mattino abbiamo potuto vedere le orme di un capriolo adulto, che ha girato attorno al luogo dove c'erano la testa e le zampe: molto probabilmente si è trattato della mamma del cucciolo, che era venuta a cercarlo. E' stato un particolare ulteriormente agghiacciante». Le indagini sull'accaduto sono condotte dalla stazione di Rivanazzano del Corpo forestale dello Stato, che ha ricevuto la denuncia di Giorgina Aresu. Gli uomini della Forestale hanno aperto un fascicolo penale contro ignoti: il reato ipotizzato è quello di bracconaggio. Il capriolo infatti è una specie protetta e il «prelievo» (come si dice in termine tecnico) di questo tipo di animale è tassativamente vietato su tutto il territorio della provincia di Pavia, senza alcuna distinzione. A quanto pare non si tratta del primo caso segnalato nella zona.BR
Paolo Fizzarotti