Agricoltori, il 25% è in crisi

b PAVIA./b L'idea è partita da Pavia, anche se ieri mattina 220 produttori di tutto il comparto agricolo, non solo pavesi, si sono incontrati a Valera Fratta, nel Lodigiano, per decidere il da farsi. Partendo da una considerazione: la grossa crisi in cui si trovano le aziende del settore, delle quali, almeno il provincia di Pavia, il 25% rischia il tracollo. Ne è nata una lettera che cinque agricoltori (Giorgio Bozzini, Giovanni Bosia, Giuseppe Rusconi, Mario Bellaviti ed Ercole Tavazzani) in rappresentanza di un folto gruppo, e un veterinario, Francesco Menchini, hanno spedito a Silvio Berlusconi.BR «Emblematico delle difficoltà che il settore sta vivendo è il prezzo del latte ai produttori - spiega Menchini -. Prezzo che è passato da 42 a 37 centesimi al litro, senza alcuna spiegazione. E un vitello maschio di 50 chili ora si vende a 100 euro, mentre 10 anni fa valeva 6-7mila lire al chilo. Ieri mattina siamo riusciti a riunire le bandiere delle tre associazioni che rappresentano gli agricoltori per trovare una soluzione comune».BR Nella lettera, tra le altre cose, gli agricoltori sottolineano: «I prezzi dei prodotti agricoli oggi sono frutto non di una normale dinamica di domanda e offerta, ma di un'imposizione da parte degli industriali del settore, che offrono il pagamento della merce solo dopo averla ritirata, dettando senza trattativa il costo dei prodotti. Da imprenditori con svariati dipendenti e aziende che fatturano centinaia di migliaia di euro l'anno non vogliamo produrre contestazioni, e soprattutto non vogliamo bloccare il Paese, come accadde anni fa sulle strade di collegamento agli aeroporti e sulle autostrade». «Al tempo stesso siamo convinti che la misura sia colma e sia tempo di far sentire tutto il peso del nostro settore, centrale nella vita economica del Paese - concludono i firmatari -. Per questo stiamo mettendo in calendario una forte riduzione degli acquisti e delle forniture di prodotti e servizi per le nostre aziende».BR