Furti d'auto, Montalto crocevia europeo


MONTALTO PAVESE.Era un'organizzazione internazionale specializzata nel furto e nello smercio di automobili di lusso, che aveva una sua importante diramazione anche in un piccolo centro come Montalto Pavese: una località scelta dalla banda per diversi motivi. Il primo è che si tratta di un paese fuori mano e tranquillo, anche se vicino ai grandi snodi viari: quindi era facile far arrivare le auto rubate da modificare prima dell'invio all'estero. Il secondo è che - secondo l'accusa - su piazza c'era un artigiano capace e affidabile come Roberto Mariani, 61 anni. Il giorno dopo il maxi blitz dei carabinieri di Savona che ha portato in prigione il meccanico di Montalto e altre 25 persone (altre 14 sono ricercate), sono più chiari i dettagli dell'operazione. Soprattutto la dimensione internazionale: per sgominare la banda i carabinieri hanno chiesto la collaborazione dell'Interpol. Sono intervenute anche le forze di polizia di Belgio, Francia e Germania: paesi in cui venivano contemporaneamente rubate e smerciate le auto di grossa cilindrata. Le auto venivano rivendute anche in Olanda, Inghilterra, Spagna, Russia e Romania. Ieri si è saputo che la banda non rubava solo auto di lusso. Gli inquirenti, guidati dal sostituto procuratore di Savona, Alberto Landolfi, hanno appurato che i ladri si appropriavano anche di camion e mezzi di lavoro agricoli e industriali (altrettanto costosi, se non di più): e l'Oltrepo negli ultimi anni è stato proprio martoriato da furti in serie di questi macchinari. Nella banda c'erano diverse specializzazioni: gli artigiani come Mariani, per esempio, avevano il compito di clonare le auto rubate. Il meccanismo era semplice. La banda identificava due auto identiche, scelte tra le più costose. Una veniva rubata e portata in vari luoghi tra cui Montalto; l'altra veniva solo «vampirizzata» dei dati identificativi come targa, telaio, immatricolazione e altri codici. A quel punto la banda trasferiva i dati su quella rubata tramite meccanici, carrozzieri ed elettrauto (ormai bisogna taroccare anche le centraline elettroniche). Nello stesso tempo i falsari riproducevano in apposite stamperie carte di circolazione e documenti di garanzia. A quel punto le macchine venivano vendute all'estero e immatricolate senza che nessuno potesse scoprire che erano rubate. Nel blitz è stato arrestato anche Carlo Locatelli, padre del campione di motociclismo, che aveva un ruolo importante. Tre degli arrestati sono accusati anche di detenzione di stupefacenti al fine di spaccio: ma Roberto Mariani con loro non aveva rapporti.

Paolo Fizzarotti