Micol, oggi la stretta di mano con Bush
VOGHERA. Si chiama Micol Macellari, 25 anni, vogherese e stringerà la mano oggi all'uomo più potente del mondo, George W. Bush. Dopo il diploma al Galilei e la laurea al San Raffaele di Milano in Biotecnologie molecolari è stata protagonista da gennaio a luglio 2007 nella Silicon Valley. Il suo progetto per la rigenerazione del miocardio è stato riconosciuto e apprezzato dai più grandi dirigenti d'azienda italiani e mondiali. Stando a indiscrezioni trapelate in ambito universitario, oggi Micol sarà a Roma dove avrà il privilegio d'incontrare il presidente degli Usa in visita nella capitale.
In terra americana Micol ha operato nell'ambito del programma Best. Il programma Fulbright-Best (Business Exchange and Student Training) iniziato nel 2006 è stato promosso dall'Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Ronald Spogli, con l'intento di stimolare lo spirito imprenditoriale «quale pungolo alla crescita economica attraverso la valorizzazione dei migliori talenti formati nelle Università italiane». Ricerca scientifica e capacità manageriali. L'intraprendente e preparatissima ricercatrice vogherese ha cosi raccolto il plauso dell'ambasciata americana e di un gruppo di manager abituati ogni giorno a trattare solo con chi ha idee, propensione al rischio imprenditoriale, il dinamismo e la professionalità che servono per riuscire. Dopo il lavoro alla Santa Clara University, vicino a San Francisco, Micol si è creata una solida rete di contatti per sviluppare il suo curriculum anche in senso economico-finanziario.
Dopo un training nel ramo finanziario di un blasonato colosso come General Electric, chi la conosce bene sa che Micol sogna di avere la chance, in Italia, magari nella sua provincia di Pavia, per spendere bene le conoscenze che ha accumulato. E' disposta anche a ripartire da zero, a esplorare nuovi ambiti. In America ha imparato che se ci credi fino in fondo, se sei pronto a lottare, chi ti finanzia c'è. E in Italia? Quella di Micol potrebbe essere una storia a lieto fine, perché lei ha già dimostrato davvero di avere tutti i numeri che servono per riuscire a sfondare: non si arriva per caso a stringere la mano al presidente degli Stati Uniti d'America.
Dopo la notizia dell'Università di Pavia in pole position nella classifica del Censis riferita alla qualità dei più grandi atenei italiani, sarebbe ancor più di valore rafforzare il polo tecnologico del campus, per far posto anche a chi, come Micol, è dovuta volare a tante migliaia di miglia da casa per affinare la propria preparazione e cercare la strada giusta: gli amici di sempre assicurano che sarebbe ben lieta di fermarsi in Italia.
Emanuele Bottiroli